Andrea Tj Vannini

Twitter e la censura preventiva

Inquotidianità, web & innovazione su 29 gennaio 2012 a 12:15 pm

stamani ho notato i primi messaggi di autocensura che molti vogliono attuare contro l’azienda Twitter, sì l’azienda e non solo il servizio, perchè dietro il popolare servizio di   microblogging, c’è un azienda che fa business.

Il famoso Wei Wei per primo sta forzando la sommossa del #TwitterBlackOut. Cercando in rete, leggendo il buon articolo di Luca Conti su Pandemia, direi che la cosa espressa nei termini dell’azienda non è cosa grave e drammatica come potrebbe apparire. Però… C’è sempre un però.

Twitter è un azienda profit, ma ha fatto profit ottenendo di diventare la seconda azienda leader nel social network, perchè ha sposato la freschezza della libertà, la possibilità leggera in 140 caratteri di esprimere liberamente idee, sentimenti, emozioni, proteste, diventando un mezzo essenziale per lo sviluppo naturale di un istinto umano di socializzazione.

Oggi che diventa grande e che forse andrà in borsa e che forse inizia a diventare un azienda che produce redditi e non solo mega-debiti, diventa debole e tradisce questa aspettativa.

Tradisce e perchè? Perchè dimostrare di diventare maturi in busines e in rete, non vuol dire assecondare il poter locale, del luogo in cui si deve e e vuole espandere il proprio business, ma vuol dire aderire da subito a dei valori e rispettarli per sempre nonostante tutto.

Se Twitter si nasconde dietro le leggi locali che chiedono di censurare determinati atti, ma tali leggi magari sono emanate da dittature o in contrasto con la risoluzione  dei diritti dell’uomo o altri concordati internazionali, perderà la sua credibilità.

Ecco quindi che lo spirito del web 2.0 o forse di ciò che sarà il futuro viene tradito e determinerà la morte di un azienda e la possibilità per un altra di prendere il suo posto.

Tj

La storiella del compratore di asini.

InPolitica, Sostenibilità su 7 ottobre 2011 a 6:38 pm

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.

In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.

I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.

L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.

Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.

Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.

Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l’ordine di vendere le bestie 400 € l’una.

Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.

Come era prevedibile, ..

bloggo o non bloggo?

Inquotidianità su 26 luglio 2011 a 10:21 am

Ehilà carissimi surfisti del web, è tanto che non passavo da queste parti ad arricchire il mio blog ! (Si vede che sono vecchio, uso la parola surfisti del web, roba da primi anni del web, anni ’90) .

Tante volte mi sono chiesto se aveva senso continuare a trasmettere idee, opinioni, dubbi, pensieri, condividendoli in rete, ma tutte le volte che mi avvicino al web , cioè ogni 30 minuti, mi scatta l’orticaria da condivisione.

Ormai il web, cosa che amo, è così piena di informazioni che a volte, molte volte perdo lo stimolo per scrivervi il mio post.

Però ultimamente ho ritrovato con gioia e grazie a Twitter la voglia di seguire alcuni fiumi di informazioni digitali che scorrono in rete tra cui la piccola e in crescita comunità di twitteri/blogger fiorentini.

Mi ha dato speranza che qualcosa sta davvero cambiando. Ho sempre sognato di poter una volta nella vita vivere l’esperienza elettrizzante di avere intorno a me tante persone che sono appassionate di tecnologia, di web2.0, un pò come nella Silicon Valley; invece qui nella nostra terrà provinciale non si smuove mai niente, se non eccezioni che non fanno la regola. Ma devo dire che ho la netta sensazione che stanno cambiando molte cose.

Forse riprenderò a scrivere un pò più frequentemente, seguitemi e buttatevi nel web.

Tj

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