Oneri di urbanizzazione: “extra-oneri” solo se NON ristrutturi in maniera sostenibile.

In alcuni comuni italiani, si sta parlando di adottare, in tema di oneri di urbanizzazione, l’istituzione del contributo straordinario.

Ci spiegano che in base alla nuova normativa in essere, è possibile richiedere degli extra oneri edilizi, calcolati sul maggior valore che acquisisce una proprietà in caso di ristrutturazione.

Credo che sia un po’ una follia continuare a vessare il settore immobiliare ed i proprietari che già pagano tante tasse a babbo morto. Soprattuto calcolandolo su un extra valore in un mercato immobiliare abbastanza ingessato e in piena crisi, per cui dai valori aleatori, che creeranno contenziosi incerti.

Mi aspetterei invece una cosa molto più ragionevole da parte dei comuni, cioè che l’aumento della tassazione, mediante extra oneri, a seguito di una ristrutturazione con miglioramento del valore immobiliare, possa essere adottabile, ma solo per chi NON utilizza tecniche e materiali che vadano a migliorare, sensibilmente, il risparmio energetico dell’immobile e la sua sostenibilità.

Una tassa messa così,  a chi fa una ristrutturazione mirata a buone pratiche, con un miglioramento sensibile, da stabilire in fase attuativa con apposito regolamento attuativo, potrà non pagare aumenti di extra oneri urbanistici; chi invece si ostina a non voler migliorare l’efficienza del proprio immobile e renderlo il più possibile ecologico, deve pagare gli extra oneri.

Evidentemente dovrà essere previsto che il miglioramento delle prestazioni dell’edificio siano di una quantità tale che sia sostanziale e non un semplice aumento che permetta di aggirare la tassa, penso ad esempio per miglioramenti minimi del 20-25% ad esempio.

Così si instaura un deterrente per chi non vuole investire nelle ristrutturazioni ecologiche e, al netto della tassa, gli diventerà economicamente conveniente e verrà costretto a fare scelte sostenibili.

TJ

ps: ne continuiamo a parlare sul forum aperto a tutti: Forum M5s Bagno a Ripoli 

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Fallaci, avevamo torto?

Sarebbe interessante se De Bortoli spiegasse meglio su cosa abbiamo sbagliato e di cosa dovremmo chiedergli scusa. Secondo De Bortoli,la storia abbia dimostrato che Oriana aveva ragione su molti argomenti, dovremmo tutti chiederle scusa: il suo paese, la sua città il suo giornale, anch’io; e certo, se fosse ancora viva, ci ricoprirebbe di insulti“. Credo che nessuno metta in dubbio la Fallaci scrittrice su ciò che ha prodotto e creato nell’arco della sua vita, ma magari è stata contrastata e discussa per le sue posizioni oltranziste e violente nei confronti della guerra, dell’islam, dei conflitti culturali tra occidente e oriente.

De Bortoli quindi mi deve dire perché mai dovrei chiedere scusa alla Fallaci.

Dal 2002, anno del contraddittorio filosofico, avvenuto con lettere aperte pubblicate a mezzo stampa, con Tiziano Terzani, la storia ci ha insegnato che laddove siamo intervenuti con azioni violente, di “pace armata”, abbiamo raccolto solo altra violenza, ingiustizia, instabilità. Laddove i mediatori di pace invece agivano e ricucivano conflitti sociali si poteva intravedere una speranza per il futuro.

Allora forse non capisco questo mieloso metodo di incensare una scrittrice, importantissima per ciò che ha fatto nella sua vita, ma a cui non mi sento di dovere delle scuse. La rispetto e apprezzo per ciò che ha dato, ma la contesto e ne rifuggo anche per come ha concluso la sua vita, senza lasciare un messaggio in eredità ai posteri che potesse essere germogliatore di speranza.

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Privacy, tra vita e morte: the show must go on.

“The show must go on”

Quindi proprio quando si festeggia vent’anni della nascita di “google search”, oggi sia scopre che la vita di Tiziana Cantone, la sua privacy, il suo diritto a sbagliare e rifarsi una vita, il suo diritto di difendersi da chi la voleva vessare, non può limitare il proseguimento della ricerca di profitto della multinazionale. “The show must go on”

Vorrei che si centrasse bene il punto.

Sto parlando del fatto che lei si è tolta la vita perché il giudice le ha detto che non aveva diritto all’oblio, che le aziende avevano diritto di mantenere i video in rete, che lei doveva ripagare le spese legali alle aziende.

Questa è la gravità e l’ha esposta alla probabile continuata malversazione del suo ex amante che le ha telefonato appunto il giorno che si è tolta la vita.

Come pensiamo di fermare il femminicidio in questa società?

Come pensiamo di costruire una società giusta se non difendiamo le donne?

Quelle donne che saranno madri e cresceranno figli e figlie, future generazioni, uomini e donne della società prossima?

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La risoluzione della povertà.

 Quanto alla povertà la sua spiegazione mi pare sul momento più convincente di quella di tanti economisti ed esperti di sviluppo: «Dio ha creato noi e noi abbiamo creato la povertà. Il problema si risolverà solo quando noi avremo rinunciato alla nostra ingordigia».

Cit. intervista a madre Teresa di Calcutta di Tiziano Terzani

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Rai e gli stipendi d’oro votati dal rottamatore e la sua squadra di “yes man”

Che fanno i parlamentari del PD, li pagano loro gli stipendi o li paghiamo noi cittadini icon le tasse e con il canone?
Proprio Renzi, il suo governo ma soprattutto il suo partito fatto da “yes man” vestiti da rottamatori, ha votato contro l’emendamento che metteva un tetto, seppur altissimo, agli stipendi d’ora in RAI, proprio lui che ha usato la tv locale e nazionale per farsi propaganda e millantare una rottamazione che po nella realtà non è mai avvenuta e non avverrà mai, perché gli serviva solo arrivare alla poltrona di comando.
Mi piacerebbe chiedere alla deputata fiorentina Tea Albini, ex assessore in giunte comunali che hanno fatto disastri per decenni, perché abbia votato contro la norma che vietava di sforare il tetto dei 240.000€ degli stipendi d’oro della #Rai.
Ma c’era pure il compaesano del premier, Lorenzo Becattini di Reggello, vero ?
Ma non erano in coppia inusuale, anzi erano in ottima e ampia compagnia direi, vero deputata Caterina Bini di Pistoia?

Scriveva proprio la Bini sul suo blog, a giustificare il suo voto nell’ottobre 2015: “Nel provvedimento grande spazio viene dato alla formulazione delle funzioni dell’Amministratore Delegato perché la prima condizione per valorizzare il “ruolo industriale” della RAI è quella di dotarla di una guida chiara, riconosciuta, trasparente, efficiente, responsabilizzata, un capo azienda che sia in grado di prendere le decisioni e di essere chiamato a risponderne: una guida manageriale vera.”

Certo con stipendi d’ora senza vincoli sui risultati ed in barba ad ogni etica.

C’era anche la nostra toscana doc Susanna Cenni, ex assessore regionale, se non sbaglio; paga lei il conto?

per approfondire: http://www.huffingtonpost.it/2016/07/25/blog-beppe-grillo-stipendi-rai_n_11180404.html

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