Rai e gli stipendi d’oro votati dal rottamatore e la sua squadra di “yes man”

Che fanno i parlamentari del PD, li pagano loro gli stipendi o li paghiamo noi cittadini icon le tasse e con il canone?
Proprio Renzi, il suo governo ma soprattutto il suo partito fatto da “yes man” vestiti da rottamatori, ha votato contro l’emendamento che metteva un tetto, seppur altissimo, agli stipendi d’ora in RAI, proprio lui che ha usato la tv locale e nazionale per farsi propaganda e millantare una rottamazione che po nella realtà non è mai avvenuta e non avverrà mai, perché gli serviva solo arrivare alla poltrona di comando.
Mi piacerebbe chiedere alla deputata fiorentina Tea Albini, ex assessore in giunte comunali che hanno fatto disastri per decenni, perché abbia votato contro la norma che vietava di sforare il tetto dei 240.000€ degli stipendi d’oro della #Rai.
Ma c’era pure il compaesano del premier, Lorenzo Becattini di Reggello, vero ?
Ma non erano in coppia inusuale, anzi erano in ottima e ampia compagnia direi, vero deputata Caterina Bini di Pistoia?

Scriveva proprio la Bini sul suo blog, a giustificare il suo voto nell’ottobre 2015: “Nel provvedimento grande spazio viene dato alla formulazione delle funzioni dell’Amministratore Delegato perché la prima condizione per valorizzare il “ruolo industriale” della RAI è quella di dotarla di una guida chiara, riconosciuta, trasparente, efficiente, responsabilizzata, un capo azienda che sia in grado di prendere le decisioni e di essere chiamato a risponderne: una guida manageriale vera.”

Certo con stipendi d’ora senza vincoli sui risultati ed in barba ad ogni etica.

C’era anche la nostra toscana doc Susanna Cenni, ex assessore regionale, se non sbaglio; paga lei il conto?

per approfondire: http://www.huffingtonpost.it/2016/07/25/blog-beppe-grillo-stipendi-rai_n_11180404.html

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Lungarno Torrigiani e la passeggiata sul fiume. Sindaco Nardella senza idee.

Pubblicavo proprio ieri un articolo sull’Arno, dove mi indignavo per un progetto artistico legato alla “sistemazione” delle sponde del fiume.

Evidenziavo la limitatezza di capacità culturale della nostra amministrazione partendo dall’assessore Bettini fino al Sindaco Nardella.

Oggi neanche a farlo apposta il Sindaco ci da la conferma del vuoto in cui si trova.

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Lancia sulla sua pagina facebook, una proposta di riutilizzo della strada di cantiere appena costruita per riparare il danno del Lungarno Torrigiani, e destinarla a passeggiata turistica sul fiume!

Con tutti i problemi che la città ha, forse il Sindaco Nardella poteva sfruttare altre situazioni per farsi propaganda, invece di andare a fare i solito spot narcisistico da piacione.

Invece niente, la butta là con nonchalanche, senza rendersi conto che ancora oggi il Comune non ha fatto chiarezza sulle responsabilità dei fatti avvenuti al Lungarno Torrigiani; nessuna certezza se non sfruttare l’avvicendamento di Carfì a Publiacqua facendo intendere indirettamente che invece fosse una dimissione dovuta a quell’episodio.

Non contento lancia una proposta assurda, in un luogo storico vincolato, protetto da Unesco e protetto da autorità varie, Soprintendenza per patrimonio artistico e paesaggistico, Autorità di Bacino dell’Arno per la sicurezza dell’alveo del fiume, proprio nell’anno del 50° dall’alluvione del 4/11/1966.002

Una volta nel fiume si pescava, e c’erano tanti pescatori che rivendevano i pesci d’Arno.

Fino agli anni ’60 si faceva il bagno e il sindaco Renzi aveva promesso nel 2010 insieme a De Angelis di Publiacqua di ritornare a farlo per il 2015 !!

Un bagno di cacca sì!

Ci sono cose più importanti da fare, quindi, invece di distogliere l’attenzione del popolo con proposte spot, come riaprire il Forte Belvedere in sicurezza e con un bar, farlo tornare luogo dei fiorentini, vedrai che foto e passeggiate si potranno fare da lassù!

Invece ci si ingegna su atti ridicoli; il raffronto tra queste volgari banalità e i bei progetti, le belle idee di un tempo che fu, la dice lunga della nostra progressiva e costante involuzione.

Si sono chiusi locali sul fiume, si è raso al suolo tanti posti aperti dove la gente poteva passare belle serate e vivere in socialità l’estate fiorentina.

Demolito L’Ex Lido TheatreDemolito L’Ex Lido Theatre, di proprietà del comune, demolito totalmente l’ex Villa Kasar, demolito l’ex bocciofila della provincia di Firenze, demolito l’ex Caffè Concerto, demolito l’ex Lido e il Teatro dell’Acqua sul lungarno Pecori Giraldi, la capannina di Sante.

Niente, non è stato sostituito con niente e il sindaco che fa? Propone la passeggiata!

Ma allora tutti quei poveri cristi che perdono mesi se non anni dietro la burocrazia per avere il permesso di un qualche piccolo lavoro che modifica il paesaggio ma che non toglie niente al panorama e alla bellezza della città, perché devono aspettare e vederselo rifiutato? Via libera a tutti allora , non solo alle idee di un improbabile sindaco.

Forse lo fa perchè non ci sono abbastanza soldi per toglierla dopo e allora sai che? Propongo di lasciarla lì e così è fatta, un problema, una opportunità !

Per fortuna che la gente non è del tutto stupida e scrive commenti interessanti, poi col sarcasmo fiorentino…..

Ne riporto qualcuno:

Walter Ciangherotti Fate una cosa bella, come sapevano fare una volta a Firenze. Siate fiorentini.

Francesco Cerreti E se fosse qualcosa di galleggiante e facilmente smontabile dopo l’estate?

Carlo Venturato Rimetti a posto la città invece di dire cazzate

Lorenzo Domizioli Non indorare la pillola. NESSUN AUMENTO IN BOLETTA. N E S S U N O !!!!!

Marco Garofano Mi sa che resterà a lungo visto che i lavori finiranno nel 2030 circa

Andrea Peruzzi Evvai!! si porta a spasso la pantegana!!

Roberto Quagli Avete comprato l’autorità di bacino ? Ha sempre detto di no a qualunque proposta, fin da quando è stata istituita. O dovete riappacificarvi coi fiorentini ?

Marina Chiarugi Ma no, molto meglio smontare tutto e lasciare il lungarno alle nutrie come è sempre stato. Cazzo fai un’opera fruibile aggratis dalla cittadinanza in un bel posto, guarda che poi ci si abitua male! Nutrie, nutrie e solo nutrie. O tutt’alpiù canottieri.

Rossella Aria Bravi Ci sono quartieri di Firenze degradati, marciapiedi e strade con buche pericolose. Forse sarebbe il caso di guardare anche alle periferie prima di impiegare fondi pubblici per abbellire il centro! Anche la periferia è FIRENZE e paga per avere servizi quanto pagano gli altri fiorentini!!!

Antonio Santoni Nardella prima di fare gli infiocchettamenti aiuta quelli della tromba d’aria del 1° Agosto che sarà meglio.. E’ passato quasi un’anno… vergogna!!!

Stefano Orlandi magari prima andrebbe fatta una disinfestazione dalle zanzare altrimenti più che una passeggiata sarebbe una via crucis

Paolo Bianchi Per annusare meglio la puzza di quello che ancora si vuol chiamare fiume ?

Cristiano Ferrini Sindaco non scherzi!!!

Lorenzo Boni Ci piace se fatto bene…non come sul lungarno santa rosa…brutto e degradato!

Federico Tomasello Sarebbe un’ottima idea. Dovrebbe seguire però il modello dei murazzi a torino e non della pescaia abbandonata e deserta a san frediano

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L’anti-cultura renziana sulle rive dell’Arno.

Come se ce ne fosse bisogno, l’amministrazione comunale fiorentina, quella del sindaco Nardella, fido scudiere di Renzi, ha voluto esplicitare i propri grandi limiti culturali.

Dopo la debacle del Lungarno Torrigiani, dove la manutenzione e prevenzione, oltre che la mancanza di controllo dei rischi sulla sicurezza, ha portato la città a vivere momenti difficili e sopratutto a far parlare negativamente la città in tutto il mondo, dopo tutto ciò quindi ci aspetteremmo prese di posizione ed azioni efficaci e adatte alla situazione.

Invece chi è al potere e che quel potere lo ha da alcuni anni ormai e lo ha ottenuto giocando sulla promessa di rivoluzionare tutto, oggi impernia la sua azione su atti ridicoli.

Il raffronto tra queste volgari banalità e i bei progetti, le belle idee di un tempo che fu, la dice lunga della nostra progressiva e costante involuzione.

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Lungarno Serristori (di fronte alla biblioteca nazionale)

Pochi giorni fa, mentre camminavo sui lungarni, notavo il taglio dell’erba irregolare, con forme e strisce strane. Non erano casuali, perché vi erano i picchetti che segnalavano tali strisce e le macchine operatrici del consorzio di bonifica le rispettavano fedelmente.

Pensavo ad un installazione o preparazione per qualche evento sul fiume, visto che già era in montaggio la spiaggia di firenze e le isole dell’installazione di un azienda di moda per PittiUomo.

Dopo avere letto però il comunicato stampa dell’assessore Bettini, mi sento offeso ed umiliato come fiorentino, mi sono vergognato di essere amministrato da così tanta pochezza.

Ecco un estratto :
“al Consorzio quest’anno è stato chiesto di tagliare l’erba “a strisce”. Non si tratta di un lavoro fatto male o “tirato via”, come potrebbe pensare un distratto osservatore fiorentino, bensì di un vero e proprio progetto artistico.
La riva sinistra del fiume sotto il Lungarno Serristori, un territorio di margine in pieno centro storico di Firenze, diventa luogo di incontro tra biodiversità e cultura grazie a un progetto di riqualificazione urbana. È così che nasce il lavoro di Studio ++ il cui obiettivo è dare risalto alla ricchezza biologica, alla diversità e al potenziale di un’area perché diventi spazio di vita quotidiana e patrimonio di tutti attraverso un intervento di public art attento agli aspetti di conservazione naturale e di biodiversità…”

Qui il link per l’articolo completo: http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-10_1_1-Manutenzioni+degli+argini+dell%92Arno%3A+motorizzate%2C+.html?cm_id_details=79449&id_padre=4472

Ps: questo articolo era rimasto nelle bozze da pubblicare, lo pubblico adesso ma è sempre attuale e utile.

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Credete che possiamo semplicemente indignarci e poi continuare la nostra vita normali?

Sarò forse cinico, ma voglio essere il più possibile lucido.

Credete che possiamo semplicemente indignarci e poi continuare la nostra vita normali?

Crediamo davvero che con i nostri gesti e la nostra normalità di consumatori globalizzati di risorse, possiamo ritenerci estranei ai fatti di ieri notte in Nizza e di tutte le altre notti precedenti nelle varie Istanbul, Parigi, Bruxelles?

No ed io mi sento responsabile, lo sono per certo e so che non sono ipocrita.

Il pazzo autista del camion ieri sera, non è affermato da nessuno, per adesso, che fosse un terrorista islamico.

E’ invece accertato che era un cittadino francese di origini nord africane, di seconda generazione, ma francese.

Potrebbe essere stato un semplice folle che emarginato dalla società ha voluto rivendicare la sua rabbia per la sua emarginazione.

Come ben spiegava stamani il giornalista Tirinnanzi della Look Out news, in Francia, come in Inghilterra o in Belgio, le comunità islamiche, ma non mi fermerei alla religione, ma direi culturalmente diverse e non integrate sono molto numerose, permeanti dei sobborghi e delle periferie.

Non c’è mai stata vera integrazione e oggi, a quelle persone che tu hai accolto nel tuo paese, facendole lavorare ai livelli più bassi della tua società, tenendole lontane e distanziate dal tuo ceto sociale, dai miraggi delle luci del luna park di questa società consumistica, vuoi chiedere di continuare a rispettare la regole della loro sottomissione? 

A noi europei ci ha fatto comodo per centinaia di anni sfruttare altri paesi, e solo dopo la guerra mondiale avevamo l’occasione e potevamo far partire un europa dei popoli e un Onu dei popoli.

Invece abbiamo lasciato tutto in mano ai burocrati, alla banca mondiale, all’FMI, alla finanza, abbiamo fatto un Europa dell’Euro, delle multinazionali, del consumismo.

Abbiamo sfruttato i cinesi , ad esempio, nei nostri paesi, chiudendo gli occhi quando facevano il lavoro in nero la notte per le nostre fabbriche, per permettere che tutti avessimo il nostro livello di soddisfazione commerciale e il portafoglio un po’ meno leggero.

Li abbiamo sfruttati i cinesi anche in Cina, dando benzina alle multinazionali per corrompere la caduta del comunismo e non permettere la nascita di una democrazia in quel paese, ma intanto i prodotti del commercio europeo e mondiale sono realizzati da quei sudditi.

Così è stato per decenni per il mondo del petrolio, e i paesi che invece di ritenersi fortunati per avere quella ricchezza, hanno subito le nostre ingerenze.

Abbiamo giocato con la Turchia, unico esempio di paese musulmano ma laico e moderno, democratico, povero ma democratico. Un paese rurale, dove già i nostri regnanti dell’automobile “Agnelli” travestiti andavano a fare i pastori, sfruttando i turchi come pecore con le fabbriche della Fiat decentrate. Un paese che vede ai suoi confini le zone franche dell’Europa con le fabbriche delle nostre multinazionali che producono in ghetti senza regole e diritti. Un paese dove le donne hanno avuto il diritto di voto prima dell’Italia. La legge vietava di andare in luoghi pubblici col velo, nelle scuole chi faceva indossare il velo alle proprie figlie, era obbligatorio che lo togliessero se volevano entrare. Oggi il nuovo corso del paese, dopo oltre un decennio di trattative per entrare in Europa, ha preso la deriva e ha modificato tutte le leggi, vieta gli alcolici, divide maschi da femmine nelle scuole, le scuole diventano religiose, incita a indossare il velo, creandone un segno distintivo di appartenenza e non di rispetto religioso. Intanto lo abbiamo armato con la Nato come uno dei 3/4 paesi più armati al mondo.

Se non garantiamo i diritti a tutti, la redistribuzione dell’energia, del potere, del benessere, del diritto di parola e decisione, non potremo pensare mai di fermare la rabbia di alcuni verso altri; avremo sempre sacche enormi di povertà dove chi usa la religione a pretesto per aver potere, veicolerà e manipolerà individui che saranno capaci di fare azioni disumanizzanti come ieri sera. Ormai è chiaro e non dobbiamo più sorprenderci, è accertato e quasi matematico, un individuo può essere spinto a fare tali azioni, quante volte è già successo, ormai? 

Se non riformuliamo il modello economico e politico di tutto il pianeta è inutile sperare di poter fare finta di non essere colpevoli. E’ inutile fare la lotta e imporre l’ordine. Quale ordine ? Quello in Siria o in Egitto o in Libia? Vorremmo tutti tornare alla normalità. Ma quale normalità? Quella dove noi consumiamo le risorse del pianeta anche per conto degli altri paesi e al posto dei nostri nipoti? Ormai il mondo che abbiamo vissuto non esiste più e prima ci svegliamo e prima rimodelliamo la nostra società intendendo il mondo intero, in modo che diventi più giusta, equa, sostenibile, rinnovabile, democratica, condivisa, prima fermeremo le stragi. Diversamente torneremo nel medioevo.  

Siamo tutti parte di questo mondo, di questa umanità, ognuno di noi può fare parte del gioco.

Adesso quello che sto pensando, lucidamente oltre lo sdegno, è che bisogna che ci prepariamo a cambiare. Ne saremo capaci? Ne sarò capace?

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ItaliaSicura e l’OpenData: uno specchietto per le allodole.

Stavo leggendo un articolo dello scorso anno che mi era sfuggito, di Riccardo Luna.Schermata 2016-07-07 alle 16.15.57.png

Sinceramente resto fortemente scettico. Riccardo ti ho stimato molto come direttore di Wired, ma questo agire politico mi lascia perplesso

Se pur di dimostrare e stimolare che l’Italia sia in marcia per un cambiamento digitale, si ostenta e propagandano fatti non realistici e non totalmente veritieri, tutto il progetto perde di credibilità.

Menduni, o meglio Giovanni come lo chiami tu, viene dal Comune di Firenze, dove è stato assunto a chiamata diretta dal nostro “non-votato” premier; in tale Comune vi era già un sito molto leggibile dai cittadini, una rete civica funzionante e trasparente già a fine anni ’90 e primi 2000, dove piano piano si è passati ad un sistema che formalmente promette un opendata, ma che è complicato e non è totalmente trasparente.

Inutile rendere i dati aperti se spesso son difficili da leggere, oppure se i dati sono aggregati in maniera sbagliata o annualmente diversa, ad esempio per il bilancio del comune. Ad esempio si potrebbe  parlare delle spese istituzionali del sindaco di Firenze, che ha selezionato il Menduni come OpenData manager, per le quali al comune stesso si ostinano a non render pubbliche e che anche il tribunale ha ordinato che debbano essere fornite.

Se neanche i consiglieri comunali riescono a conoscerle, pensa te se lo può fare un cittadino normale dal suo smartphone!

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