50 anni dopo l’alluvione di Firenze celebrati alluvionando le macchine del Genio Civile.

I Consorzi di Bonificacurano la manutenzione di tutti i corsi d’acqua della regione, mantengono in sicurezza le zone sotto il livello del mare o a rischio allagamento, trasformano l’acqua da pericolo a risorsa con le reti collettive di irrigazione per l’agricoltura, formando un modello unico in Italia.”

Proprio così i tanti piccoli consorzi oramai raggruppati in pochi grandi consorzi , hanno un così alto e delicato compito.

Forse affermerei tranquillamente che sono solo un altro grande carrozzone che si sostituisce al pachiderma della regione toscana , che nonostante le sue migliaia di dipendenti e miliardi di spesa, non riesce a garantire il servizio di messa in sicurezza dei fiumi.

Ma veniamo ai fatti:

Oggi il fiume Arno si è ingrossato ed in poche ore è uscito dal suo alveo ad Arezzo, a S.Giovanni Valdarno ad Incisa, abbattuto un ponte e …. alluvionato tre o quattro mezzi di cantiere, che erano parcheggiati tranquilli e beati sulla spiaggia del fiume a Firenze.

A Firenze, sì proprio in centro, vicino al ponte delle Grazie, vicino a Ponte Vecchio vicino a Lungarno Torrigiani.

Ora, erano tre giorni che c’era l’allerta meteo, come proprio lo stesso Consorzio, di concerto con tutti gli altri enti, aveva annunciato.

Tre grandi ruspe dal peso di diverse tonnellate e molto grandi alcuni cointainer e auto, che se venissero trascinate dalle acque impetuose del fiume potrebbero facilmente abbattere uno dei ponti storici di Firenze.

Ma cosa ci facevano tre grandi ruspe parcheggiate sulla riva del fiume con l’allerta meteo?

Ad ora, i vigili del fuoco hanno messo in conto ore di lavoro e rischio personale per salvare le ruspe, dei container e auto, e sopratutto mettere in sicurezza la città dal Consorzio di bonifica.

Ad ora, i vigili del fuoco hanno messo in conto ore di lavoro e rischio personale per salvare le ruspe, dei container e auto, e sopratutto mettere in sicurezza la città da chi doveva garantirne la sicurezza.
E cosa fa il sindaco Nardella? Va in TV al tg regionale a mistificare e mentire.
Chi sta coprendo?
Mica il sindaco stesso e i dirigenti dei vari enti che erano tutti precettati a fare promozione del 50ntenario?
Voglio proprio vedere se domani andrà in consiglio comunale a rispondere all’interrogazione che il Movimento 5 Stelle ha depositato.
08/11/16: Precisazione:
Dopo segnalazione ricevuta a correzione, preciso che le macchine sono del Genio Civile e non del Consorzio di Bonifica come inizialmente erroneamente rilevato.http://www.cbmv.it/comunicazione/news/408-maltempo-domenica-di-lavoro-per-il-consorzio-di-bonifica-3-medio-valdarno
Resta fermo il valore di constatazione di improvvisazione di chi gestisce la cosa pubblica, che sia il Sindaco, l’ente del Genio Civile o il Consorzio di Bonifica o la Regione Toscana o l’autorità di Bacino o altre due o tre strutture individuabili. Vi sono sovrapposizioni di ruoli e nonostante questo si hanno delle mancanze grossolane.

 

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Parlamentari PD fanno propaganda referendaria con i soldi nostri!!

Propaganda referendaria con i soldi nostri!!
I Senatori e Deputati PD hanno iniziato, obtorto collo, tutti insieme, la propaganda per il referendum occupando gli spazi sugli autobus dell’Ataf di Firenze, ma immagino in tutte le città italiane.IMG_7893.jpg
 
Il primo punto discutibile è lo spendere i soldi pubblici per propagandare il referendum, non i soldi del partito, ma i soldi dei gruppi parlamentari che sono soldi da spendere per le funzioni parlamentari.
Diranno che anche quella è attività parlamentare, ma io la trovo discutibile, se i gruppi avevano lavorato bene, se erano d’accordo avrebbero ottenuto i 2/3 nel voto parlamentare e avrebbero cambiato la Costituzione senza il nostro voto; ma non ci sono riusciti, ed è obbligatorio il referendum popolare, grazie a Dio.
Adesso che si attivino a livello di partito e di fondi che la base del partito gli mette a disposizione. Ma la base dei partiti, i cittadini che sostengono il PD i soldi non glieli danno più!!
 
Chiederò ai nostri palrmanteri di chiedere in parlamento a quanto ammontano tali spese dei gruppi PD e così le potremo paragonare con le somme che il gruppo M5S in parlamento accantona per le imprese decurtandosi lo stipendio e versandolo nel fondo microcredito, cosa che i parlamentari PD NON HANNO MAI voluto fare.
 
Secondo punto: equità di spazi di propaganda.
Spero che partano i controlli perchè dal 27 settembre 2016, data di indizione del referendum deve essere garantito l’equilibrio nella disponibilità degli spazi a tutti i soggetti.
Come si evince dal regolamento referendario:
“i):Parità d’accesso ai mezzi d’informazione durante la campagna referendaria.
Dalla data di indizione del referendum, per tutto l’arco della
relativa campagna elettorale , si applicano le disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28 in materia di parità di accesso ai mezzi d’informazione e di comunicazione politica.
Si fa riserva di comunicare gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’emanando provvedimento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e della delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, quest’ultima già consultabile online sul sito http://www.agcom.it.”.
 
Mentre ero fermo dietro l’autobus e facevo la fotografia (11 ottobre u.s.), altri scooteristi hanno inveito contro la pubblicità, direi che il popolo non è più pecorone e ho ottime speranze.
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Le acciughe di Atchugarry.

L’hanno inaugurata oggi e immancabile era presente anche il Giani, come il prezzemolo cresce tra tutto, pensa te se non stava davanti alle acciughe!

La rotonda in mezzo al mare di verde della campagna toscana, in quel di Bagno a Ripoli, comune della cintura sud della città di Firenze,  oggi è stata addobbata da un opera scultorea dello scultore Atchugarry. Lo scultore oggi ha affermato che è stato felice di aver conosciuto Bagno a Ripoli, non lo conosceva e gli è piaciuto.

Io da fiorentino non conoscevo lo scultore e però NON mi sono trovato felice di aver conosciuto lui e la sua scultura.

Va premesso che do “a Cesare, quel che è di Cesare” e non metto in dubbio la valenza della sua opera sculturea, ma trovo che aver piazzato qui, un opera creata in altro contesto per un altro momento, non è stata un mossa culturalmente corretta.

Inoltre non trovo corretto che l’amministrazione abbia ancora una volta venduto un pezzo di bene collettivo all’interesse dell’imprenditore di turno, che pur finanziandola, l’opera, ha messo per due soldi il suo nome indelebile sulla rotonda del paese. Premettendo che il ritorno di immagine e di fama, sarà ben maggiore per chi ha promosso l’operazione che per il Comune, trovo discutibile aver permesso di cedere l’ingresso al paese ad un soggetto privato che ha potuto caratterizzare e decidere di personalizzare i connotati culturali del territorio.

Sinceramente avrei pervertito un artista locale come Felice Antonio Botta , già premiato dall’amministrazione comunale e la cui opera poteva ispirare uno scultore locale che poteva insieme al maestro creare un opera d’arte specifica.

Oppure avrei gradito un opera dei fratelli Roberto e Rodolfo Guarnieri, che da 15 anni sperimentano con successo il racconto del territorio e della cultura fiorentina, con notevoli riconoscimenti internazionali.

Oppure l’artista Gidon Graetz di Fiesole, che con le sue sculture lucenti ha dato vita all’arricchimento urbano del suo comune.

Insomma sarebbe stato interessante comunque aprire u confronto, attivare un processo di dibattito, stimolare gli artisti a creare qualcosa, essere motore per rinnovare e premiare la voglia di fare arte, non cedere un pezzo di rotonda per vetrina di un imprenditore privato.

Atchugarry non mi rappresenta e non rappresenta Bagno a Ripoli. La sua opera non è stata pensata e prodotta per rappresentare il territorio.

Dalle sue parole: “Una rotonda in mezzo al traffico le sembra un luogo idoneo per la sua opera?
Certo, è un’opera che si vede a 360 gradi, non ha un davanti o un dietro. Per questo non c’è un posto migliore di una rotonda. “

Come dire: una faccia da culo.

Dall’articolo su QuiAntella: “Il nome – Fino a pochi giorni fa la scultura non aveva un nome. Ma durante un sopralluogo alla rotonda fatto da Pablo Atchugarry, un vigile ha spiegato all’artista che la collina sullo sfondo si chiama, appunto, l’Incontro. E l’artista ha deciso di trasferire il nome anche alla sua opera.”

Forse quel vigile doveva spiegare all’artista che in quell’incrocio, più che un incontro si è avverato sempre un sacco di scontri per il traffico, segnando anche parecchi cittadini morti (anche un mio lontano zio) a causa di svincoli mal progettati e che gli stessi cittadini hanno dovuto aspettare decenni per vedere l’amministrazione risolvere con una rotonda.

Le acciughe di Atchugarry quindi le doveva chiamare lo “scontro”, che ha veder l’opera sarebbe risultato più idoneo al suo reale messaggio visivo.

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Firenze: il buco di bilancio pagato con le multe? L’assenza di una visione di futuro.

Segnalavo pochi giorni fa il problema di bilancio che il nostro Sindaco Nardella ha di circa 12 milioni di euro, ed ecco che da settimana scorsa i vigilini iniziano a passare regolarmente e fare multe a più non posso per i divieti di sosta.
Faranno cassa con le multe e noi pagheremo il buco di bilancio.
A marzo 2016 annunciava che avremmo pagato meno tasse, oggi scopriamo il buco di bilancio che pagheremo con le multe, tassazione indiretta, con l’aggiunta delle gravi irregolarità; inoltre da segnalare la pressione fiscale procapite dei cittadini fiorentini è aumentata notevolmente negli ultimi due anni, da 1.800€ circa a 4.400€. 
Ma quando ci sarà un sindaco che finalmente non solo non crea un buco di bilancio, ma lo riduce e armonizza le spese?
Ma quando avremo finalmente un sindaco che progetta soluzioni con investimenti a lungo periodo in modo tale da rendere l’esecuzione dei servizi non un costo ma un beneficio?
 
Ad esempio i rifiuti, che non sono un rifiuto, ma sono solo una risorsa , sono materie prime seconde, che hanno un valore, che invece ad oggi sono gestite come un costo per la collettività e un guadagno per la criminalità organizzata.
Abbiamo bisogno di un sindaco e di una classe politica che voglia guardare al futuro, non usare la città come vetrina per fare carriera, magari impersonando la comparsa in un film.
Serve a poco “vendere” la città per set cinematografico, se poi la città sta morendo, imbalsamata.
Certo, avremo Hollywood che parlerà di noi, la città sarà alla ribalta internazionale, e così crederanno di mettere a tacere le malelingue, ma io da fiorentino nativo e non adottivo, so per certo che non ho necessità che holliwood (si lo scrivo minuscolo appositamente) sappia della città di Firenze e ci faccia pubblicità. So che noi abbiamo i contenuti, noi abbiamo la cultura diffusa, la storia, non abbiamo bisogno di  riconoscimento e di promozione da parte di chi non ha saputo far altro che sfruttare per il profitto senza lasciare un mondo migliore.
Ieri mi sono dedicato la giornata alla visita dei Musei Fiorentini, ed ammirato nuovamente insieme a mia figlia di 7 anni e mia moglie, il panorama dalla torre di Arnolfo, degli Uffizi, con quadri di Lippi, Leonardo, Botticelli e tanti altri.  Opere dense di una cultura che ancora oggi dopo 500 anni ti lasciano senza parole. Ti immergi a contemplarle senza poter respirare.
Non abbiamo bisogno di approfittatori che scendono dalle colline di Rignano a usare la nostra cultura per farsi carriera, abbiamo bisogno di un nuovo futuro, dove ogni cittadino possa avere spazio per collaborare e partecipare al progetto del futuro, dove si possa tornare a contaminarsi così come si faceva nelle botteghe d’arte del rinascimento.
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Una “grande Costituzione”: NO, non la voglio cambiare!!

Non siamo nello stesso periodo ciclico? Risentiamo di un ventennio di poteri forti, sia capitalistici che politico-affaristico, che strozzano ogni libertà.
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< […] Come ha osservato Carlo Ghisalberti nella sua “Storia costituzionale dell’Italia” (Laterza), la Carta fondamentale della Repubblica italiana risente fortemente del suo tempo: dopo un ventennio di dittatura fascista e il ricordo della prepotenza di certi esecutivi anche in età liberale, la priorità era il garantismo delle istituzioni, magari a scapito dell’efficienza. Ne è venuta fuori una Costituzione che nell’equilibrio dei poteri, tra presidente della Repubblica, governo, presidente del Consiglio e parlamento, attribuisce le maggiori prerogative a quest’ultimo.
Una Costituzione figlia del suo tempo e forse proprio per questo una grande Costituzione. [..citando Dino Messina dal Corriere]
firma_della_costituzione

 

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