Sky – Mediaset, trust mediatico: perché nessuno si scandalizza!?

“Un caro saluto”, scrivono da Mediaset. Due ore e mezza più tardi, a lavori terminati alla Lega Calcio, la corrispondenza continua. Ancora da Mediaset: “Questa è stata più dura del solito ma ce l’abbiamo fatta. Ci sentiamo domani”. Risposta di Sky: “Anche stavolta ci siamo arrivati!“
Ora questa notizia non l’avete sentita rimbalzare come la notizia di Quarto e del tentativo di intimidazione del sindaco del movimento 5 stelle, dove peraltro la camorra ha cercato invano di inserirsi e screditare un istituzione pubblica.
Anzi avete sopportato per settimane il tentativo di screditare tutto il movimento 5 stelle grazie all’appoggio costante e gonfiato dei media, che erano tutti sincronizzati e coordinati sulla stessa notizia e sullo stesso taglio redazionale.
Questa notizia, invece, dell’indagine e della mail che conferma un accordo trasversale, è di una gravità più dura da digerire.
Non vi è stato un sistematico e pressante martellamento ogni giorno sul fatto che i media italiani siano accordati in un trust per gestire e spartire il mercato televisivo.
E come lo è per il calcio lo sarà per le altre notizie, immaginabilmente, perché la pubblicità cioè il mercato, cioè il profitto delle televisioni, sta dappertutto, nei canali tv, nello sport, come nelle notizie di politica ed economia.
Il fatto grave non è solo che si siano messi d’accordo, ma che non sia stata la prima volta, come confermano dalla mail.
Ecco che torna attualissima più di prima la battaglia contro i finanziamenti pubblici delle tv, contro il sistema opaco di gestione del calcio e degli sponsor, che hanno creato quel mondo Berlusconiano che controlla la pubblicità italiana.
Senza un informazione indipendente non abbiamo una democrazia, ma una “telecrazia” !!
Pubblicato in M5S, Politica | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

l’Assessore Saccardi ha paura del referendum sulla legge di riforma sanitaria regionale toscana.

L’assessore alla sanità regionale toscana sta proponendo la votazione di una legge riforma sanitaria, nuova, l’ennesima, dopo la precedente già approvata.

“Sanità da 10” la chiama il Pd, e ce la vende come una modifica voluta e dovuta come frutto di ascolto dei cittadini e istituzioni, così è stata voluta e portata all’approvazione per integrare i suggerimenti.

In questo momento l’assessore Saccardi, sta andando ad un incontro con gli attivisti del Pd al circolo Andreoni a Campo di Marte, e così con questo ultimo appuntamento inanellano una serie di incontri, organizzati ad arte per giustificare un percorso partecipativo.
http://www.pdtoscana.it/tredicesima-ed-ultima-tappa-del-tour-sulla-riforma-sanitaria-dei-consiglieri-pd-della-toscana-sanita-da-10/

Ma se domani o nei prossimi giorni si voterà, questi incontri non hanno niente di partecipativo, ma solo di promozionale. Ancora un volta il Pd toscano si dimostra ipocrita e subdolo, nello storpiare il significato della partecipazione.

La cosa più grave che sta dietro a tutto ciò, è che, modificando la legge, si annullano gli effetti della proposta di referendum che è stato depositato in Regione Toscana, firmato da 55.000 cittadini.
55.000 cittadini in due mesi scarsi hanno firmato per abrogare la legge di riforma sanitaria presentata in extremis da Rossi prima delle elezioni. Una finta riduzione e dimagrimento del corpo dirigenziale e del numero di Asl. Non cambierà niente, i costi rimarranno altissimi.
http://iltirreno.gelocal.it/regione/2015/11/10/news/il-pd-si-mobilita-per-spiegare-la-riforma-sanitaria-1.12422769

La nuova legge nella sostanza non cambia niente, cambia qualche dettaglio, ma la cosa che più di tutte cambia e garantisce il PD è l’EVITARE IL CONFRONTO CON IL POPOLO.

L’assessore Stefania Saccardi ed il suo presidente Rossi, hanno avuto una paura da 90 e hanno fatto le corse per modificare la legge e annullare la vecchia.
HANNO PAURA DI UN GIUDIZIO DEI CITTADINI E DI UN REFERENDUM.

Era solo del 24 novembre scorso l’invito del assessore verso sindaci e istituzioni a rispondere alla bozza di legge per darne un approvazione celere.
Venivano invitate le parti a leggere un documento di 132 articoli, complesso e delicato come quello sulla sanità, tema che occupa il 78% della spesa regionale, in pochi giorni.
http://www.movimento5stelletoscana.it/imbarazzante-la-scelta-partecipativa-pd-per-riforma-della-riforma-sanitaria/

Ci vediamo domani alle 15:00 al presidio sotto la Regione Toscana.

Loro non mollano, noi neppure.

ps:
Referendum Sanità: arriva il presidio ad oltranza dei comitati sotto la sede del Consiglio regionale

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2015/12/14/referendum-sanita-arriva-il-presidio-ad-oltranza-dei-comitati-sotto-la-sede-del-consiglio-regionale/
Copyright © gonews.it

Pubblicato in quotidianità | Lascia un commento

Anche senza candidare Di Battista, noi Vinciamo sempre!!

Quando dieci anni fa iniziammo il percorso che ci ha portato ad oggi, all’essere un movimento che ha il 25% dei seggi in parlamento, avevamo chiaro alcuni concetti. Il NON fare della politica una carriera, eliminare la nomina di personaggi illustri che venivano calati per strategia su un territorio e prendere voti. E tante altre regole come il limite dei due mandati. 

Avevamo chiaro che la democrazia futura che volevamo portare nel nostro paese era quella della partecipazione diretta del cittadino, dove ognuno insieme avrebbe maturato la soluzione giusta per la collettività.
C’erano dei rischi che avremmo corso e uno di questi era che chi, di noi normali cittadini, avrebbe goduto del prestigio di rappresentarci, avrebbe acquisito maggiore esperienza ma anche tanta visibilità e notorietà.
L’esperienza che permette di sviluppare capacità politica, avrebbe dovuto essere poi riversata nella comunità di appartenenza per permettere ad un numero sempre maggiore di cittadini di partecipare consapevolmente alla vita politica e crescere il livello di intelligenza collettiva.
Anche laddove i due mandati finivano il cittadino ormai esperto non veniva pensionato e buttato, ma restava parte integrante della comunità.

Il rischio stava e sta nell’uso di quella visibilità e notorietà acquisita per meriti del movimento e della comunità e non personali.
Se come per l’esperienza acquisita grazie ai voti del movimento, i nostri portavoce che si devono limitare a riportare la voce della comunità, con la notorietà e visibilità devono usarla per fare da megafono a tale comunità un po’ come Beppe Grillo ha fatto in questi anni.
Non devono usarla per rimarcare un ruolo individuale del candidato che ha meriti e capacità individuali certamente, ma che deve rappresentare la comunità.

Il nostro politico a 5stelle non è portatore di soluzioni individuali e per questo non è indispensabile alla vita politica.

Solo nei partiti dove l’obiettivo è la gestione del potere fine a se stesso ogni candidato è portatore di un suo carico di potere, intrecci e legami, che permettono la conquista per i pochi sui molti del potere. 
Ecco perché non è fondamentale avere Di Battista, Di Maio , Fico e Bonafede candidati in ruoli chiave o in elezioni specifiche dove si auspica di vincere le elezioni.
Il progetto che nacque dieci ami fa grazie a Beppe grillo ci doveva portare e ci porterà a rivoluzionare questo paese e la politica per come l’abbiamo intesa fino ad oggi.
Siamo un laboratorio per tutto il mondo.
La responsabilità che abbiamo non è di vincere le elezioni a Roma o Napoli ma di permettere la partecipazione di tutti i cittadini alla gestione del paese con l’avvento di un nuovo modo di fare politica.
Lo scopo è più grande caro Andrea Scanzi, e non è possibile pensare e ridurlo al gioco della gestione del potere, dove la lotta e’ per vincere a tutti i costi.
Dove i cittadini partecipano attivamente e cresce la partecipazione, noi vinciamo.
Noi vinciamo sempre!

Pubblicato in M5S, Politica | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Castello di Sammezzano: deve diventare pubblico, è l’ora di agire!!

Il tempo stringe e il 20 ottobre il Castello andrà all’asta.

Oggi ho scritto ai nostri portavoce in regione e in parlamento, oltre che a qualche consigliere locale.

Dobbiamo preservare la proprietà e l’uso pubblico del bene come patrimonio toscano e italiano.

Dobbiamo far intervenire la Regione Toscana.

Perchè Renzi che è di Rignano sull’Arno, comune limitrofo e territorio omogeneo, non interviene per salvare questo patrimonio culturale e risorsa turistica?
La portavoce Chiara Gagnarli ne scrive sul suo blog annunciando un interrogazione parlamentare del 06/10/15:
Dobbiamo fare pronunciare la Regione Toscana e, oltre che fare un interrogazione, fare una proposta di legge per far prendere un impegno.
Perchè la Regione Toscana non acquista il Castello?

Adottate il Castello perché sarebbe un bel gesto anche politico, il Marchese fu un moralista antesignano, quando fu deputato del Regno d’Italia.

Deluso dalla politica nel 1867 si dimise da Deputato e nella “Sala delle stalattiti”, nascosta tra stucchi e colori, scrive una frase in latino “Pudet dicere…” – traduzione libera – “Mi vergogno a dirlo, ma è vero,  l’Italia è in mano a ladri, “meretrici” e sensali, ma non di questo mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritato”.

Fatemi sapere cosa possiamo fare, ci sono migliaia di cittadini la fuori che aspettano un nostro gesto, che stanno raccogliendo fondi e hanno lanciato una campagna per fermare l’asta, aspettano da noi un azione: è l’ora di agire.

Petizione: https://www.change.org/p/regione-toscana-comune-di-reggello-ministero-dei-beni-culturali-e-del-turismo-tradurre-in-realt%C3%A0-la-naturale-vocazione-museale-del-castello-di-sammezzano-senza-che-sia-sacrificata-per-fini-di-puro-profitto-be49dd86-73a4-40f4-b67b-2c78bab4f520?recruiter=394093050&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

 

Raccolta fondi: https://www.kickstarter.com/projects/1362458825/save-the-sammezzano-castle-and-turn-it-into-a-famo

Pubblicato in Architettura e Urbanistica, Politica | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il caso Volkswagen Audi, l’inganno su emissioni: primo banco di prova per la nuova legge su ecoreati?

Fatti: Le prime indagini
“A partire dal 2009 Volkswagen ha inserito del codice nelle centraline dei suoi veicoli per rilevare i movimenti di pedali e sterzo solitamente effettuati da chi realizza i test per le emissioni. Quando il software rileva questa sequenza, il sistema riduce le prestazioni del motore e altri parametri quel tanto che basta per fare risultare le emissioni in linea con i massimi consentiti dalla legge, falsando quindi i risultati rispetto ai livelli effettivi di inquinamento prodotti su strada. Grazie a questo sistema i controlli sono stati elusi per anni, fino a quando un gruppo indipendente che si chiama International Council on Clean Transportation ha svolto una serie di ricerche per capire come mai i risultati dei test di laboratorio su alcuni veicoli diesel Volkswagen fossero così discrepanti rispetto ad altre prove effettuate su strada. Lo studio ha coinvolto i ricercatori della West Virginia University, che hanno scoperto che una Volkswagen Jetta – uno dei modelli più popolari negli Stati Uniti – emetteva quantità di ossidi di azoto 35 volte superiori ai limiti di legge, molto di più di quanto rilevato in laboratorio.”  fonte: il post.

Dalla legge sugli EcoReati:

INQUINAMENTO AMBIENTALE. Art. 452-bis.
Il nuovo articolo 452-bis del codice penale punisce l’inquinamento ambientale con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento “significativi e misurabili” dello stato preesistente “delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo” o “di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna. Sono inoltre previste delle aggravanti: […] Ove gli eventi lesivi derivati dal reato siano plurimi e a carico di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per il reato più grave aumentata fino al triplo, fermo restando tuttavia il limite di 20 anni di reclusione.

Quanto è il danno ambientale?

“Secondo l’EPA, Volkswagen ha montato su cinque modelli – Jetta, Beetle, Audi A3, Golf, Passat” il dispositivo incriminato che riduceva sensibilmente le emissioni del motore rispetto all’utilizzo in strada, così da passare i controlli senza problemi. Il motore esaminato, sostiene l’EPA, può emettere in realtà da 10 fino 40 volte la quantità consentita di ossido di azoto, un agente inquinante.”

Volkswagen non ha ingannato solo i suoi clienti, ma ha ingannato le istituzioni e il sistema delle comunità in cui i suoi clienti sono rappresentati, ma oltre a tutto ciò ne ha messo in pericolo anche la salute. Questo fatto mi fa pensare che le emissioni reali di inquinanti anche in Europa  sono superiori ai valori dei test. Basta vedere gli avvertimenti delle associazioni ambientalista tedesche di un anno fà. Maria Krautzberger, presidente di una nota associazione tedesca: “La truffa sulle emissioni non è soltanto un inganno per i clienti, ma ha anche conseguenze sull’inquinamento dell’aria”, ha detto la numero uno dell’Agenzia federale ad hoc. “E’ un danno per la salute dei cittadini. In Germania, nel 2014, il 62 per cento delle centraline nelle città è rimasto al di sopra del valore limite stabilito dall’Ue. Le dimensioni del problema sono più ampie di quanto non si creda. Qui non parliamo solo dei circa tre milioni di nuove automobili che ogni anno arrivano sul mercato. Anche per i 44 milioni di veicoli già in circolazione avremmo bisogno di una struttura indipendente con il compito di eseguire controlli e garantire che gli standard delle emissioni rimangano inalterati nel tempo.”

In Italia quanto è grande il danno? Quali altre case automobilistiche sono coinvolte? Dal test sulle auto compatte fatto da Altroconsumo nel 2014, è emerso che i consumi di benzina e le emissioni di CO2 delle auto sono sempre superiori rispetto a quello che dichiarano i produttori. fonte

In Italia le nostre istituzioni sono indipendenti? Sono efficaci?

CONFISCA. Art. 452-undecies.
In caso di condanna o patteggiamento per i reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo nonché per i reati associativi il giudice deve sempre ordinare la confisca delle cose che sono il prodotto o il profitto del reato o che sono servite a commetterlo. Niente confisca quando i beni appartengano a terzi estranei al reato.
Se la confisca dei beni non è possibile, il giudice ordina la confisca per equivalente.

Le istituzioni, partendo dal ministero ma anche dalle procure, sono in grado di essere ricettive della legge sopra citata?

Secondo me doveva essere già predisposto il sequestro cautelativo di tutti i veicoli incriminati, a questo punto è evidente che le auto sono prove di reato, si è proceduto al sequestro preventivo della auto? Sono inoltre prodotti contraffatti, non idonei a essere venduti e a circolare, si è provveduto al sequestro? Più i giorni passano più l’azienda può mettere in atto azioni di manomissione del parco auto in vendita per ridurre il danno e la responsabilità. Si è proceduto a delle ispezioni immediate nei magazzini e concessionari dell’azienda?

No non se n’è parlato, in Italia, fino a che il solito Guariniello ha aperto un fascicolo, dalla politica si sente solo qualche timido annuncio: “faremo controlli!”, che equivale a dire che siamo disposti a non fare nulla.

IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO sempre dalla legge sugli EcoReati, Art. 452-septies. 
Punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni l’impedimento del controllo ambientale,  negando o ostacolando l’accesso ai luoghi, ovvero mutando artificiosamente il loro stato.

In questi giorni di caos mediatico e di richiesta di informazioni e chiarezza, nonostante le parole dell’ormai ex Ad Winterkorn di voler fare luce su tutto ciò che è successo per il bene della compagnia, la stessa Volkswagen non collabora e non comunica in Italia l’elenco i modelli toccati dallo “scandalo emissioni”.

Lo Stato come garantisce e come garantirà i controlli e l’effettivo ruolo di garante dello svolgimento e delle verifiche?

Chi garantisce che il controllore sia indipendente, onesto e trasparente? Negli ultimi due giorni, tutti hanno un articolo da pubblicare su come avevano sospetti su altre aziende e su come si sapesse che ci fossero discrepanze nei dati. Perchè la stampa li pubblica ed evidenzia solo adesso?

Nel 2013 la cancelliera Merkel ha condotto, e vinto, una battaglia per posticipare l’entrata in vigore delle nuove limitazioni europee. Il nuovo regime infatti doveva entrare in vigore nel 2020 ma alla fine la Ue ha deciso di posticiparlo di un anno. Quindi la Merkel sapeva? link

Molti, nel settore Motori, sostengono che, in caso di controlli estesi ad altri grandi “Marchi”, potrebbero emergere altre sorprese.

LA DIRETTIVA NON PERMETTE ULTERIORI CONTROLLI

Una nota tecnica del ministero dei Trasporti ricorda, tra l’altro, che la Direttiva comunitaria 2007/46 obbliga tutti gli Stati membri a immatricolare qualsiasi tipo di veicolo e marca che abbia un certificato valido rilasciato da un qualsiasi paese, senza ulteriori controlli preventivi. “Questo – commenta Raffaele Caracciolo, responsabile Automotive di Unc (Unione nazionale consumatori) – è il vero problema. In pratica Volkswagen ha testato le sue vetture e poi ha ricevuto dal KBA, Kraftfahrt-Bundesamt, soggetto terzo e maggiore omologatore delle auto in questione, l’ok al rispetto delle emissioni, senza che questo ente sottoponesse a verifica le vetture. Insomma ha certificato quello che il costruttore gli ha dichiarato. Quindi le auto hanno potuto essere commercializzate in Europa e in tutto il mondo senza che nessun paese abbia potuto effettuare le proprie verifiche”. fonte

Nello studio del 2014 di Transport and environment (T&E), si spiega che il gap fra i controlli in laboratorio e quelli su strada è passato in media dall’8% nel 2001 al 31% nel 2013 per il trasporto privato, le nuove auto diesel le emissioni di ossidi di azoto sono in media cinque volte superiori su strada rispetto al limite consentito e solo un’auto su dieci rispetta il livello promesso su strada. fonte

Come non potevano sapere le istituzioni di una truffa così enorme?

Volkswagen, dietro l’ultimo scandalo un intreccio pericoloso tra politica e industria dell’autoL’anno scorso è stato scoperto un giro di favori tra i produttori e l’Adac, l’equivalente tedesco dell’Automobil club: il premio più ambito veniva assegnato in cambio di soldi. E’ caduta qualche testa e l’associazione, che si occupa dei controlli di qualità, ha attribuito tutta la colpa a singole mele marce.

Promettono controlli più severi. Troppo tardi ormai. Da più parti, ormai, sulla stampa tedesca circola la convinzione che questo sia “solo l’inizio”.

Certificati emissioni, fatti in laboratorio: con quali condizioni? Come si può considerare solo il test di laboratorio?

Difendere l’indifendibile: “Alla luce delle ultime notizie sui test delle emissioni, l’Acea riconosce la gravita’ della situazione e la sta prendendo molto seriamente. Ciononostante, non possiamo commentare una questione che riguarda una sola societa'” e “non c’e’ evidenza che questo sia un problema dell’intero settore”. E’ quanto si legge in un comunicato dell’Associazione europea dei costruttori di auto.

E’ evidente che il terremoto è solo all’inizio e che in Europa l’assenza di reali strumenti di difesa dei cittadini e consumatori quali reali class-action e strumenti di partecipazione diretta, non permettano un controllo e dimensionamento della forza unilaterale del capitalismo sfrenato che corrompe ogni ruolo. Quest’Europa è costruita sul profitto e non sui diritti. I tedeschi usciranno con le ossa rotte forse e noi dovremo cogliere anche questa occasione per chiedere un nuovo progetto per l’europa. Un futuro ambientalmente più pulito, un economia più umana, più sana, più locale, dovremo chiedere una politica più moralmente impegnata, più onesta, più trasparente e più partecipativa.

Pubblicato in quotidianità | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento