“Raiperunanotte”, l’evento di Santoro nell’onda lunga della rete.

E’ successo. E’ passato.

Se n’era parlato molto prima, se n’è parlato molto subito dopo a caldo.

Ho aspettato con calma per capire meglio quale valore dare all’evento.

Andava in rete, via streaming, in satellitare, in canali locali che rimbalzavano la serata su canali televisivi normali, ma nonostante tutto, ad essere sincero non ho potuto guardarlo.

Ho così mantenuto una mia lucidità per rivedermelo dopo. su Web.

Prima di tutto devo fare outsorcing e dirvelo: a me Santoro non mi è mai piaciuto, non mi ha mai fatto impazzire. Non mi è mai piaciuto la sua arroganza ed il suo modo di essere un pò fazioso, ma capisco che fa il suo lavoro. Lavoro che non è il giornalista, ma lo showman, quindi è a meta tra il giornalista e l’artista; ha come obiettivo quindi quello di mantenere alto il suo pubblico.

Certo è rimasta una delle poche trasmissioni in cui si può sentir parlare di alcune cose che ormai non dice nessun giornalista in questo paese. Ringrazio sempre la rete per darmi il modo di poter cercare in rete degli approfondimenti.

Cos’è successo?

Hanno censurato una trasmissione di “approfondimento” da un canale pubblico italiano, e il conduttore e autore e proprietario ha cercato di andare in onda ugualmente. E’ stato lanciato un tam tam che  ha permesso di unire persone, mezzi, istituzioni e associazioni per farsi che riuscisse.

E’ riuscita, la serata è funzionata, migliaia di persone sono andate a Bologna, decine di migliaia sono state alla televisione a vedere, molte altre sono state in streaming al computer, molte altre si sono ritrovate in circoli, bar, luoghi all’aperto per vederlo in comune, in pubblico.

E’ stata una serata dove milioni di persone erano collegate tramite la rete per vedere questo evento mediatico.

Il primo paradosso, vero, è questo grande evento mediatico che nasce “fuori dalle televisioni nazionali” per denunciare le storture della tv generalista e del servizio pubblico in particolare. Non è stato certo un grande risultato della rete in quanto a costruzione del contenuto.

E’ stata una grande srata di dimostrazione della rete della sua potenza, della possibilità di far fare rete ai cittadini.

Ma ancora non abbiamo capito il potere del web2.0, della rete veloce. Saremo in rete, ma non sappiamo navigare, non sappiamo usare la bussola.

Sono entusiasta di ciò che è successo, ma critico e realista: finalmente la rete inizia a dimostrare che è un infrastruttura elementare e indispensabile come un arto di un braccio o di una gamba, nel nuovo millennio appena iniziato. Certo in Italia, paese del G8 più arretrato sullo sviluppo in questo settore, abbiamo da fare tanto. L’altra sera però è stato molto importante se comprendiamo come decine di migliaia di sostenitori e orfani di un informazione più libera, in pochi giorni hanno sostenuto e finanziato la serata a Bologna. Ancora più bello è stato la dimostrazione che il nuovo millennio, anche con questa serata, segnerà l’abbattimento dei diritti; infatti “Raiperunanotte” è stato trasmesso senza diritti, ogni persona o gruppo che voleva ha organizzato un evento nel circolo piuttosto che in piazza, per ritrasmetterlo e ricondividerlo insieme. La serata quindi è stata una grande condivisione di un evento.

Certo, non c’è stata l’interazione tra pubblico e organizzazione-partecipanti, ma questa strada è davvero nuova e da sperimentare ancora.

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