Ci credono davvero gli elettori del “Movimento 5 Stelle” ?

Leggendo e rileggendo i risultati, comunque positivi e per i media sorprendenti, sto cercando di capire i segnali ed i feedback che si possono dedurre.

Molti che incontro mi alludono a questo exploit inaspettato, come dicevo poch’anzi, ma di inaspettato c’è poco, dato che per chi si informa fuori dai media tradizionali, sa che c’è un grosso movimento di opinione e di volontari, di lettori di blog, che sono coscienti e consapevoli di questa nuova realtà.

Io credo invece che per noi e per il lavoro che abbiamo fatto, il risultato sia stato al ribasso, cioè abbiamo ottenuto molto meno delle nostre effettive possibilità, ma questo non è un fattore di sconfitta ma solo di costatazione che serve del tempo e affinare le strategie per costruire la consapevolezza.

Proprio sulla consapevolezza degli elettori vorrei tornare tra poco. Intanto leggetevi queste osservazioni fatte sul voto, mirate a capirne dei feedback sul “movimento 5 stelle”. Link:Come i “grillini” si sono fatti fregare in Lombardia e Veneto.

Continua…

Non credo che si possa dire che i “grillini” si sono fatti fregare, credo invece che ci siano stati due comportamenti importanti all’interno di una parte degli elettori a 5 stelle. I segnali li ho avuti incontrando gente che mi chiedeva informazioni sul movimento, che mi mandava mail o messaggi su Facebook per votare in Toscana, dove peraltro purtroppo non ci siamo presentati.

Molte speranze, poca fiducia. Direi che una fetta importante, almeno un 30% degli elettori 5 stelle, siano occasionali, non convintissimi, non radicalizzati. Votanti che cercano e sperano di poter dare un voto fuori dal coro, che sperano di poter trovare fiducia in questo nuovo movimento.

Proprio questa non radicalizzazione dell’elettore, porta ad uno di questi comportamenti, quello magari di “provare” a dare fiducia al candidato a 5 stelle, e però dare il voto disgiunto al meno peggio dei partiti papabili al governatorato. Molti sentono il dovere morale di non buttare il voto, e molti altri non credono ancora nella maturità di questo movimento, per cui hanno usato il voto disgiunto, a discapito del M5S. Ma il voto disgiunto è inutile e sprecato.

Un’altra parte di questi elettori non radicalizzati è costituita da persone che normalmente cambiano voto perchè non si identificano, e quindi li definisco “turnanti” della politica. Come ci sono i voltagabbana nei candidati, ci sono gli elettori che fanno il cambio di turno ogni volta, senza entrare mai troppo dentro i temi , i programmi, le persone.

Coefficiente Tatarellum. Altro fattore da valutare è che le leggi regionali per il voto, penalizzavano la mancata presenza capillare sul territorio, per cui movimenti nuovi come il M5S, che non hanno presenza in tutte le province, e che di conseguenza non hanno presentato liste collegate in tutte le province della regione, hanno perduto voti di questa parte di elettori che non si sentiva “sicuro”, temendo l’immaturità di un movimento.In Toscana, ancora peggio, ha penalizzare ed enfatizzare questo fatto, c’era uno sbarramento del 4%, che diventata insormontabile senza la presenza in tutte le province.

In molte province della Lombardia ad esempio, il M5S non ha presentato una lista di candidati collegata al candidato governatore, per cui in quelle province sono stati persi i voti disgiunti potenziali, e perdendo i voti al candidato governatore. Così è successo dove mancavano le liste in Como, Lecco e Sondrio. Questo aspetto ha penalizzato sia i radicali che Forza Nuova ad esempio.

Cosa c’è da fare? Continuare e lavorare di più con le persone. Quello che credo quindi è che si deve costruire una rete più forte sul territorio, non tanto di gruppi meetup che facciano politica, ma di gruppi meetup che facciano rete sociale cercando di realizzare i progetti pratici che sono inseriti nei programmi a 5 stelle. La gente può così avvicinarsi conoscendo le soluzioni reali che noi tutti vogliamo vedere, e  non resta un discorso puramente politico, ambito in cui ci hanno già assegnato la targhetta dell’antipolitica e del populismo.

C’è da costruire realmente il movimento democraticamente e con persone che ci credono. L’esempio, uno su tutti, del Veneto ci deve insegnare che dobbiamo ancora maturare la nostra autonomia. Link Veneto. L’esempio poi che molti ex-grillini, candidati alle scorse comunali, siano passati nella sponda Idv, mi fa riflettere e li credo cittadini con poca fede nelle loro idee e nelle possibilità del movimento in cui sono cresciuti. Non voglio per questo etichettarli come voltagabbana e poltronisti, ma ..

Cosa mi aspetto da voi. Dopo questo mio post, mi aspetto di poter avere da tutti voi, riscontri e opinioni, e di costruire insieme un bel feedback per costruire i nuovi passi.

Tj

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