bentornato a Firenze Tj

La prima battuta è stata dell’hostess sull’aereo della Swiss, “vi prego signori di tornare ai posti e prendere un attimo di calma, sembra ci sia un piccolo contrattempo. Dovete pazientare un attimo. Benvenuti in Italia!”

Sembra quasi che lo si voglia fare apposta, far fare una doccia fredda ai visitatori per poi lasciarli stupire dalla bellezza della città.

Dopo l’operatività e la voglia del cambiamento continuo dell’aereoporto di Istanbul , dopo l’efficienza e la perfezione svizzera di Zurigo, arrivo a Firenze.

Il pilota ha fatto un atterraggio come mai avevo visto fare a Firenze, senza frenata brusca, perfetto, preciso, soffice, ma alla fermata mancava il bus, così siamo rimasti a sedere in attesa che l’affollato aereoporto cittadino mandasse il bus.

Sarà che noto i particolari, ma sono questi che fanno la differenza e questi che hanno fatto grandi i personaggi che hanno popolato la nostra città nella storia.

Ho notato positivamente che in un mese la ditta che sta costruendo la struttura nuova va veloce, ma certo tutto il funzionamento del resto è deludente.

Un aereoporto che non ha un servizio bus cittadino collegato direttamente mi sembra un assurdità, solo taxi o noleggio auto, e dato che non mi sono simpatici i lobbysti taxisti, mi dispiace per i molti amici che fanno questo mestiere,  ma sono medievali nei modi e nel servizio, non volevo prenderne uno.

Non per una mancanza di soldi, potevo tranquillamente pagare anche 50 euro per arrivare in città, dato che era tutto il giorno che viaggiavo e sarei stato ben felice di rilassarmi pur di arrivare a casa. Ero su una questione di principio: non mi sta bene essere strozzato. Ero poi però felice di poter scoprire una strada diversa. Allora puntando a piedi verso la città in cerca del primo bus dell’Ataf, ho scorto il bus della Sita, ben nascosto, infatti hanno addirittura cancellato la scritta “CityBus” dalla pensilina. Avrà disturbato le lobby?

Lo prendo e mi sembra di essere in un paesino del sud abbandonato da tutti, sarà l’autista meridionale, col viso consunto e i modi di fare da dipendente ministeriale stanco, che si strascica, il bus vecchio e sporco, non sò ma quando gli chiedo di mettere la valigia nel bagagliaio mi apre a fatica lo sportello e sta a guardare che io possa mettere una valigia di 22 kg sopra altre valigie incastrate a casaccio, quando ne ho altre al braccio. Sarà che mi sono abituato all’estero dove la mattina avevo preso una navetta simile, ma pulita, efficiente, con un autista in cravatta e energico e positivo, educato e gentile che mi aveva preso la valigia e rassicurato su tutto.

Chiedo il biglietto e lui mi da un biglietto che non posso timbrare perchè la macchinetta è bloccata con qualcosa incastrato e il povero autista che si lamenta del fatto che non gli hanno lasciato neanche le chiavi per aprirla e sbloccarla.

Mentre si appresta a partire confida ad un altro passeggero che è già tanto che il bus effettua le curve per come è messo, infatti poi mentre viaggiava ad ogni curva faceva un rumore tale che sembrava perdere pezzi!

Sul biglietto vedo che il servizio è gestito da Ataf e Linea spa, ma il bus è di Sita, ed i contributi della Regione Toscana. Roba da fantascienza.

Pago i miei 5 euro e viaggio verso la stazione pensando ai poveri turisti: benvenuti.

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