La gravità della telefonata di Renzi ad Artini

Noto che molti attivisti toscani, delusi dal loro amico Massimo Artini, confondono ancora la gravità della telefonata di Renzi.

Massimo Artini è stato un attivista che ha contribuito moltissimo in campagna elettorale tra il 2012 e il 2013 per garantire la raccolta firme, la riuscita di presenza e operatività dei meetup di Figline e Reggello e dell’area del valdarno, con mio estremo stupore delle possibilità economiche e di tempo che lui poteva investire in tutto ciò.
Ma per carità, se poteva perchè no. Purtroppo quando si è in un movimento politico dove il volontariato è la base dell’organizzazione, un organizzazione che poi non c’è, tutto questo attivismo e presenzialismo può funzionare come discriminatorio per altri attivisti che hanno meno risorse e meno tempo.

Sorvolato questo, oggi molti mi affermano che Massimo ha sempre contribuito onestamente al Movimento e che lui incarna quei valori.
Lo voglio poter credere anche io, ed allora però mi viene contestato che Massimo era in regola con le regole del movimento e che è stato Beppe ha non rispettarle con un espulsione che era una vendetta premeditata.

Credo che se la regola è che tu devi rendicontare, tu rendiconti. E subito, non il 20 ottobre sul tuo blog, dopo che sei venuto a due incontri a Firenze a sedare le contestazioni a seguito del comunicato stampa di 5 consiglieri comunali.

Che i conti tornino o meno non mi interessa molto a questo punto, non l’ho neanche controllato, è il rispetto della parola data agli elettori.
Elettori che hanno votato i nostri parlamentari non perchè abbiamo fatto una selezione meritocratica e di democrazia diretta, ma perchè Beppe Grillo , sbagliando, ha deciso che solo chi era già stato candidato nel 2009, poteva candidarsi alle politiche 2013.

Ricordo che io, attivista ed ex organizer dal 2005 del meetup 12 MoVimento 5 stelle Firenze, portavoce di Firenze, non candidato nel 2009, non potevo candidarmi, anche se non ne avevo intenzione, come risposi a molti del gruppo fiorentino.
Si candidarono molti illustri quasi sconosciuti che per puro caso si erano avvicinati al movimento 2/3 mesi prima delle elezioni del 2009.

I voti li hanno presi grazie a Grillo che col suo camper ha fatto un lavoro grandioso.

Oggi tutti i nostri parlamentari hanno fatto un lavoro enorme per crescere e migliorarsi, alcuni però non hanno mai avuto nel dna la voglia e il valore di costruire un movimento rivoluzionario, ma bensì una forza politica diversa, innovativa, ma intendendo il movimento 5 stelle come un veicolo per cambiare il sistema di potere e entrare nel quadro della politica italiana.

Oggi alcuni nostri portavoce si sentono statisti e strateghi di politica.

Molti hanno sovrastimato il loro valore e discriminato le assemblee e la comunità da cui venivano.

Sentire che Massimo parla al telefono con Matteo Renzi, in maniera amichevole, cordiale nonostante la situazione, mi lascia perplesso, deluso.
Non basta la scusa della conoscenza scolastica e di vicinanza di paese a sedare i dubbi che mi sorgono dentro il cuore.
Mi vien detto che ha avuto accortezza di dire pubblicamente a Renzi di essere microfonato e chiudere la telefonata facendo sapere al giornalista.

Però qualche volta la forma è in eclatante contraddizione con la sostanza. Il rispetto della privacy e del prossimo, è una questione di educazione e di dignità.
Ma in questo caso abbiamo un presidente del consiglio e segretario del partito di maggioranza che telefona ad un deputato dell’opposizione, opposizione già vessata in tutti i modi possibili, appena espulso dal suo gruppo, per motivi ancora in parte da chiarire. Questo è un fatto talmente fuori da qualsiasi regola di opportunità che l’educazione, il rispetto passano in coda.

La cosa che davvero mi fa male è come ha chiuso la telefonata!
La frase che ha detto : “..certo Matteo, sarò la sua frusta da culo..” intendendo quasi ovviamente di Beppe Grillo. Mi sembra uno dei passaggi più gravi. Dire e confidare questa affermazione al presidente del Consiglio che è in cerca di voti per stabilizzare il suo processo di crescita del potere, traspare e dimostra un ipocrisia senza limiti.
Sono dispiaciuto per i tanti attivisti sul territorio toscano che adesso sono delusi, ma siamo tanti e siamo forti di valori saldi.

Rimettiamoci al lavoro più di prima e dimostriamo che la Toscana nel 2015 sarà una grande regione che dimostrerà ai cittadini di poter tornare a votare con orgoglio.

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