Il caso Volkswagen Audi, l’inganno su emissioni: primo banco di prova per la nuova legge su ecoreati?

Fatti: Le prime indagini
“A partire dal 2009 Volkswagen ha inserito del codice nelle centraline dei suoi veicoli per rilevare i movimenti di pedali e sterzo solitamente effettuati da chi realizza i test per le emissioni. Quando il software rileva questa sequenza, il sistema riduce le prestazioni del motore e altri parametri quel tanto che basta per fare risultare le emissioni in linea con i massimi consentiti dalla legge, falsando quindi i risultati rispetto ai livelli effettivi di inquinamento prodotti su strada. Grazie a questo sistema i controlli sono stati elusi per anni, fino a quando un gruppo indipendente che si chiama International Council on Clean Transportation ha svolto una serie di ricerche per capire come mai i risultati dei test di laboratorio su alcuni veicoli diesel Volkswagen fossero così discrepanti rispetto ad altre prove effettuate su strada. Lo studio ha coinvolto i ricercatori della West Virginia University, che hanno scoperto che una Volkswagen Jetta – uno dei modelli più popolari negli Stati Uniti – emetteva quantità di ossidi di azoto 35 volte superiori ai limiti di legge, molto di più di quanto rilevato in laboratorio.”  fonte: il post.

Dalla legge sugli EcoReati:

INQUINAMENTO AMBIENTALE. Art. 452-bis.
Il nuovo articolo 452-bis del codice penale punisce l’inquinamento ambientale con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento “significativi e misurabili” dello stato preesistente “delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo” o “di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna. Sono inoltre previste delle aggravanti: […] Ove gli eventi lesivi derivati dal reato siano plurimi e a carico di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per il reato più grave aumentata fino al triplo, fermo restando tuttavia il limite di 20 anni di reclusione.

Quanto è il danno ambientale?

“Secondo l’EPA, Volkswagen ha montato su cinque modelli – Jetta, Beetle, Audi A3, Golf, Passat” il dispositivo incriminato che riduceva sensibilmente le emissioni del motore rispetto all’utilizzo in strada, così da passare i controlli senza problemi. Il motore esaminato, sostiene l’EPA, può emettere in realtà da 10 fino 40 volte la quantità consentita di ossido di azoto, un agente inquinante.”

Volkswagen non ha ingannato solo i suoi clienti, ma ha ingannato le istituzioni e il sistema delle comunità in cui i suoi clienti sono rappresentati, ma oltre a tutto ciò ne ha messo in pericolo anche la salute. Questo fatto mi fa pensare che le emissioni reali di inquinanti anche in Europa  sono superiori ai valori dei test. Basta vedere gli avvertimenti delle associazioni ambientalista tedesche di un anno fà. Maria Krautzberger, presidente di una nota associazione tedesca: “La truffa sulle emissioni non è soltanto un inganno per i clienti, ma ha anche conseguenze sull’inquinamento dell’aria”, ha detto la numero uno dell’Agenzia federale ad hoc. “E’ un danno per la salute dei cittadini. In Germania, nel 2014, il 62 per cento delle centraline nelle città è rimasto al di sopra del valore limite stabilito dall’Ue. Le dimensioni del problema sono più ampie di quanto non si creda. Qui non parliamo solo dei circa tre milioni di nuove automobili che ogni anno arrivano sul mercato. Anche per i 44 milioni di veicoli già in circolazione avremmo bisogno di una struttura indipendente con il compito di eseguire controlli e garantire che gli standard delle emissioni rimangano inalterati nel tempo.”

In Italia quanto è grande il danno? Quali altre case automobilistiche sono coinvolte? Dal test sulle auto compatte fatto da Altroconsumo nel 2014, è emerso che i consumi di benzina e le emissioni di CO2 delle auto sono sempre superiori rispetto a quello che dichiarano i produttori. fonte

In Italia le nostre istituzioni sono indipendenti? Sono efficaci?

CONFISCA. Art. 452-undecies.
In caso di condanna o patteggiamento per i reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo nonché per i reati associativi il giudice deve sempre ordinare la confisca delle cose che sono il prodotto o il profitto del reato o che sono servite a commetterlo. Niente confisca quando i beni appartengano a terzi estranei al reato.
Se la confisca dei beni non è possibile, il giudice ordina la confisca per equivalente.

Le istituzioni, partendo dal ministero ma anche dalle procure, sono in grado di essere ricettive della legge sopra citata?

Secondo me doveva essere già predisposto il sequestro cautelativo di tutti i veicoli incriminati, a questo punto è evidente che le auto sono prove di reato, si è proceduto al sequestro preventivo della auto? Sono inoltre prodotti contraffatti, non idonei a essere venduti e a circolare, si è provveduto al sequestro? Più i giorni passano più l’azienda può mettere in atto azioni di manomissione del parco auto in vendita per ridurre il danno e la responsabilità. Si è proceduto a delle ispezioni immediate nei magazzini e concessionari dell’azienda?

No non se n’è parlato, in Italia, fino a che il solito Guariniello ha aperto un fascicolo, dalla politica si sente solo qualche timido annuncio: “faremo controlli!”, che equivale a dire che siamo disposti a non fare nulla.

IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO sempre dalla legge sugli EcoReati, Art. 452-septies. 
Punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni l’impedimento del controllo ambientale,  negando o ostacolando l’accesso ai luoghi, ovvero mutando artificiosamente il loro stato.

In questi giorni di caos mediatico e di richiesta di informazioni e chiarezza, nonostante le parole dell’ormai ex Ad Winterkorn di voler fare luce su tutto ciò che è successo per il bene della compagnia, la stessa Volkswagen non collabora e non comunica in Italia l’elenco i modelli toccati dallo “scandalo emissioni”.

Lo Stato come garantisce e come garantirà i controlli e l’effettivo ruolo di garante dello svolgimento e delle verifiche?

Chi garantisce che il controllore sia indipendente, onesto e trasparente? Negli ultimi due giorni, tutti hanno un articolo da pubblicare su come avevano sospetti su altre aziende e su come si sapesse che ci fossero discrepanze nei dati. Perchè la stampa li pubblica ed evidenzia solo adesso?

Nel 2013 la cancelliera Merkel ha condotto, e vinto, una battaglia per posticipare l’entrata in vigore delle nuove limitazioni europee. Il nuovo regime infatti doveva entrare in vigore nel 2020 ma alla fine la Ue ha deciso di posticiparlo di un anno. Quindi la Merkel sapeva? link

Molti, nel settore Motori, sostengono che, in caso di controlli estesi ad altri grandi “Marchi”, potrebbero emergere altre sorprese.

LA DIRETTIVA NON PERMETTE ULTERIORI CONTROLLI

Una nota tecnica del ministero dei Trasporti ricorda, tra l’altro, che la Direttiva comunitaria 2007/46 obbliga tutti gli Stati membri a immatricolare qualsiasi tipo di veicolo e marca che abbia un certificato valido rilasciato da un qualsiasi paese, senza ulteriori controlli preventivi. “Questo – commenta Raffaele Caracciolo, responsabile Automotive di Unc (Unione nazionale consumatori) – è il vero problema. In pratica Volkswagen ha testato le sue vetture e poi ha ricevuto dal KBA, Kraftfahrt-Bundesamt, soggetto terzo e maggiore omologatore delle auto in questione, l’ok al rispetto delle emissioni, senza che questo ente sottoponesse a verifica le vetture. Insomma ha certificato quello che il costruttore gli ha dichiarato. Quindi le auto hanno potuto essere commercializzate in Europa e in tutto il mondo senza che nessun paese abbia potuto effettuare le proprie verifiche”. fonte

Nello studio del 2014 di Transport and environment (T&E), si spiega che il gap fra i controlli in laboratorio e quelli su strada è passato in media dall’8% nel 2001 al 31% nel 2013 per il trasporto privato, le nuove auto diesel le emissioni di ossidi di azoto sono in media cinque volte superiori su strada rispetto al limite consentito e solo un’auto su dieci rispetta il livello promesso su strada. fonte

Come non potevano sapere le istituzioni di una truffa così enorme?

Volkswagen, dietro l’ultimo scandalo un intreccio pericoloso tra politica e industria dell’autoL’anno scorso è stato scoperto un giro di favori tra i produttori e l’Adac, l’equivalente tedesco dell’Automobil club: il premio più ambito veniva assegnato in cambio di soldi. E’ caduta qualche testa e l’associazione, che si occupa dei controlli di qualità, ha attribuito tutta la colpa a singole mele marce.

Promettono controlli più severi. Troppo tardi ormai. Da più parti, ormai, sulla stampa tedesca circola la convinzione che questo sia “solo l’inizio”.

Certificati emissioni, fatti in laboratorio: con quali condizioni? Come si può considerare solo il test di laboratorio?

Difendere l’indifendibile: “Alla luce delle ultime notizie sui test delle emissioni, l’Acea riconosce la gravita’ della situazione e la sta prendendo molto seriamente. Ciononostante, non possiamo commentare una questione che riguarda una sola societa’” e “non c’e’ evidenza che questo sia un problema dell’intero settore”. E’ quanto si legge in un comunicato dell’Associazione europea dei costruttori di auto.

E’ evidente che il terremoto è solo all’inizio e che in Europa l’assenza di reali strumenti di difesa dei cittadini e consumatori quali reali class-action e strumenti di partecipazione diretta, non permettano un controllo e dimensionamento della forza unilaterale del capitalismo sfrenato che corrompe ogni ruolo. Quest’Europa è costruita sul profitto e non sui diritti. I tedeschi usciranno con le ossa rotte forse e noi dovremo cogliere anche questa occasione per chiedere un nuovo progetto per l’europa. Un futuro ambientalmente più pulito, un economia più umana, più sana, più locale, dovremo chiedere una politica più moralmente impegnata, più onesta, più trasparente e più partecipativa.

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