Anche senza candidare Di Battista, noi Vinciamo sempre!!

Quando dieci anni fa iniziammo il percorso che ci ha portato ad oggi, all’essere un movimento che ha il 25% dei seggi in parlamento, avevamo chiaro alcuni concetti. Il NON fare della politica una carriera, eliminare la nomina di personaggi illustri che venivano calati per strategia su un territorio e prendere voti. E tante altre regole come il limite dei due mandati. 

Avevamo chiaro che la democrazia futura che volevamo portare nel nostro paese era quella della partecipazione diretta del cittadino, dove ognuno insieme avrebbe maturato la soluzione giusta per la collettività.
C’erano dei rischi che avremmo corso e uno di questi era che chi, di noi normali cittadini, avrebbe goduto del prestigio di rappresentarci, avrebbe acquisito maggiore esperienza ma anche tanta visibilità e notorietà.
L’esperienza che permette di sviluppare capacità politica, avrebbe dovuto essere poi riversata nella comunità di appartenenza per permettere ad un numero sempre maggiore di cittadini di partecipare consapevolmente alla vita politica e crescere il livello di intelligenza collettiva.
Anche laddove i due mandati finivano il cittadino ormai esperto non veniva pensionato e buttato, ma restava parte integrante della comunità.

Il rischio stava e sta nell’uso di quella visibilità e notorietà acquisita per meriti del movimento e della comunità e non personali.
Se come per l’esperienza acquisita grazie ai voti del movimento, i nostri portavoce che si devono limitare a riportare la voce della comunità, con la notorietà e visibilità devono usarla per fare da megafono a tale comunità un po’ come Beppe Grillo ha fatto in questi anni.
Non devono usarla per rimarcare un ruolo individuale del candidato che ha meriti e capacità individuali certamente, ma che deve rappresentare la comunità.

Il nostro politico a 5stelle non è portatore di soluzioni individuali e per questo non è indispensabile alla vita politica.

Solo nei partiti dove l’obiettivo è la gestione del potere fine a se stesso ogni candidato è portatore di un suo carico di potere, intrecci e legami, che permettono la conquista per i pochi sui molti del potere. 
Ecco perché non è fondamentale avere Di Battista, Di Maio , Fico e Bonafede candidati in ruoli chiave o in elezioni specifiche dove si auspica di vincere le elezioni.
Il progetto che nacque dieci ami fa grazie a Beppe grillo ci doveva portare e ci porterà a rivoluzionare questo paese e la politica per come l’abbiamo intesa fino ad oggi.
Siamo un laboratorio per tutto il mondo.
La responsabilità che abbiamo non è di vincere le elezioni a Roma o Napoli ma di permettere la partecipazione di tutti i cittadini alla gestione del paese con l’avvento di un nuovo modo di fare politica.
Lo scopo è più grande caro Andrea Scanzi, e non è possibile pensare e ridurlo al gioco della gestione del potere, dove la lotta e’ per vincere a tutti i costi.
Dove i cittadini partecipano attivamente e cresce la partecipazione, noi vinciamo.
Noi vinciamo sempre!

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