ItaliaSicura e l’OpenData: uno specchietto per le allodole.

Stavo leggendo un articolo dello scorso anno che mi era sfuggito, di Riccardo Luna.Schermata 2016-07-07 alle 16.15.57.png

Sinceramente resto fortemente scettico. Riccardo ti ho stimato molto come direttore di Wired, ma questo agire politico mi lascia perplesso

Se pur di dimostrare e stimolare che l’Italia sia in marcia per un cambiamento digitale, si ostenta e propagandano fatti non realistici e non totalmente veritieri, tutto il progetto perde di credibilità.

Menduni, o meglio Giovanni come lo chiami tu, viene dal Comune di Firenze, dove è stato assunto a chiamata diretta dal nostro “non-votato” premier; in tale Comune vi era già un sito molto leggibile dai cittadini, una rete civica funzionante e trasparente già a fine anni ’90 e primi 2000, dove piano piano si è passati ad un sistema che formalmente promette un opendata, ma che è complicato e non è totalmente trasparente.

Inutile rendere i dati aperti se spesso son difficili da leggere, oppure se i dati sono aggregati in maniera sbagliata o annualmente diversa, ad esempio per il bilancio del comune. Ad esempio si potrebbe  parlare delle spese istituzionali del sindaco di Firenze, che ha selezionato il Menduni come OpenData manager, per le quali al comune stesso si ostinano a non render pubbliche e che anche il tribunale ha ordinato che debbano essere fornite.

Se neanche i consiglieri comunali riescono a conoscerle, pensa te se lo può fare un cittadino normale dal suo smartphone!

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