Credete che possiamo semplicemente indignarci e poi continuare la nostra vita normali?

Sarò forse cinico, ma voglio essere il più possibile lucido.

Credete che possiamo semplicemente indignarci e poi continuare la nostra vita normali?

Crediamo davvero che con i nostri gesti e la nostra normalità di consumatori globalizzati di risorse, possiamo ritenerci estranei ai fatti di ieri notte in Nizza e di tutte le altre notti precedenti nelle varie Istanbul, Parigi, Bruxelles?

No ed io mi sento responsabile, lo sono per certo e so che non sono ipocrita.

Il pazzo autista del camion ieri sera, non è affermato da nessuno, per adesso, che fosse un terrorista islamico.

E’ invece accertato che era un cittadino francese di origini nord africane, di seconda generazione, ma francese.

Potrebbe essere stato un semplice folle che emarginato dalla società ha voluto rivendicare la sua rabbia per la sua emarginazione.

Come ben spiegava stamani il giornalista Tirinnanzi della Look Out news, in Francia, come in Inghilterra o in Belgio, le comunità islamiche, ma non mi fermerei alla religione, ma direi culturalmente diverse e non integrate sono molto numerose, permeanti dei sobborghi e delle periferie.

Non c’è mai stata vera integrazione e oggi, a quelle persone che tu hai accolto nel tuo paese, facendole lavorare ai livelli più bassi della tua società, tenendole lontane e distanziate dal tuo ceto sociale, dai miraggi delle luci del luna park di questa società consumistica, vuoi chiedere di continuare a rispettare la regole della loro sottomissione? 

A noi europei ci ha fatto comodo per centinaia di anni sfruttare altri paesi, e solo dopo la guerra mondiale avevamo l’occasione e potevamo far partire un europa dei popoli e un Onu dei popoli.

Invece abbiamo lasciato tutto in mano ai burocrati, alla banca mondiale, all’FMI, alla finanza, abbiamo fatto un Europa dell’Euro, delle multinazionali, del consumismo.

Abbiamo sfruttato i cinesi , ad esempio, nei nostri paesi, chiudendo gli occhi quando facevano il lavoro in nero la notte per le nostre fabbriche, per permettere che tutti avessimo il nostro livello di soddisfazione commerciale e il portafoglio un po’ meno leggero.

Li abbiamo sfruttati i cinesi anche in Cina, dando benzina alle multinazionali per corrompere la caduta del comunismo e non permettere la nascita di una democrazia in quel paese, ma intanto i prodotti del commercio europeo e mondiale sono realizzati da quei sudditi.

Così è stato per decenni per il mondo del petrolio, e i paesi che invece di ritenersi fortunati per avere quella ricchezza, hanno subito le nostre ingerenze.

Abbiamo giocato con la Turchia, unico esempio di paese musulmano ma laico e moderno, democratico, povero ma democratico. Un paese rurale, dove già i nostri regnanti dell’automobile “Agnelli” travestiti andavano a fare i pastori, sfruttando i turchi come pecore con le fabbriche della Fiat decentrate. Un paese che vede ai suoi confini le zone franche dell’Europa con le fabbriche delle nostre multinazionali che producono in ghetti senza regole e diritti. Un paese dove le donne hanno avuto il diritto di voto prima dell’Italia. La legge vietava di andare in luoghi pubblici col velo, nelle scuole chi faceva indossare il velo alle proprie figlie, era obbligatorio che lo togliessero se volevano entrare. Oggi il nuovo corso del paese, dopo oltre un decennio di trattative per entrare in Europa, ha preso la deriva e ha modificato tutte le leggi, vieta gli alcolici, divide maschi da femmine nelle scuole, le scuole diventano religiose, incita a indossare il velo, creandone un segno distintivo di appartenenza e non di rispetto religioso. Intanto lo abbiamo armato con la Nato come uno dei 3/4 paesi più armati al mondo.

Se non garantiamo i diritti a tutti, la redistribuzione dell’energia, del potere, del benessere, del diritto di parola e decisione, non potremo pensare mai di fermare la rabbia di alcuni verso altri; avremo sempre sacche enormi di povertà dove chi usa la religione a pretesto per aver potere, veicolerà e manipolerà individui che saranno capaci di fare azioni disumanizzanti come ieri sera. Ormai è chiaro e non dobbiamo più sorprenderci, è accertato e quasi matematico, un individuo può essere spinto a fare tali azioni, quante volte è già successo, ormai? 

Se non riformuliamo il modello economico e politico di tutto il pianeta è inutile sperare di poter fare finta di non essere colpevoli. E’ inutile fare la lotta e imporre l’ordine. Quale ordine ? Quello in Siria o in Egitto o in Libia? Vorremmo tutti tornare alla normalità. Ma quale normalità? Quella dove noi consumiamo le risorse del pianeta anche per conto degli altri paesi e al posto dei nostri nipoti? Ormai il mondo che abbiamo vissuto non esiste più e prima ci svegliamo e prima rimodelliamo la nostra società intendendo il mondo intero, in modo che diventi più giusta, equa, sostenibile, rinnovabile, democratica, condivisa, prima fermeremo le stragi. Diversamente torneremo nel medioevo.  

Siamo tutti parte di questo mondo, di questa umanità, ognuno di noi può fare parte del gioco.

Adesso quello che sto pensando, lucidamente oltre lo sdegno, è che bisogna che ci prepariamo a cambiare. Ne saremo capaci? Ne sarò capace?

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