Le acciughe di Atchugarry.

L’hanno inaugurata oggi e immancabile era presente anche il Giani, come il prezzemolo cresce tra tutto, pensa te se non stava davanti alle acciughe!

La rotonda in mezzo al mare di verde della campagna toscana, in quel di Bagno a Ripoli, comune della cintura sud della città di Firenze,  oggi è stata addobbata da un opera scultorea dello scultore Atchugarry. Lo scultore oggi ha affermato che è stato felice di aver conosciuto Bagno a Ripoli, non lo conosceva e gli è piaciuto.

Io da fiorentino non conoscevo lo scultore e però NON mi sono trovato felice di aver conosciuto lui e la sua scultura.

Va premesso che do “a Cesare, quel che è di Cesare” e non metto in dubbio la valenza della sua opera sculturea, ma trovo che aver piazzato qui, un opera creata in altro contesto per un altro momento, non è stata un mossa culturalmente corretta.

Inoltre non trovo corretto che l’amministrazione abbia ancora una volta venduto un pezzo di bene collettivo all’interesse dell’imprenditore di turno, che pur finanziandola, l’opera, ha messo per due soldi il suo nome indelebile sulla rotonda del paese. Premettendo che il ritorno di immagine e di fama, sarà ben maggiore per chi ha promosso l’operazione che per il Comune, trovo discutibile aver permesso di cedere l’ingresso al paese ad un soggetto privato che ha potuto caratterizzare e decidere di personalizzare i connotati culturali del territorio.

Sinceramente avrei pervertito un artista locale come Felice Antonio Botta , già premiato dall’amministrazione comunale e la cui opera poteva ispirare uno scultore locale che poteva insieme al maestro creare un opera d’arte specifica.

Oppure avrei gradito un opera dei fratelli Roberto e Rodolfo Guarnieri, che da 15 anni sperimentano con successo il racconto del territorio e della cultura fiorentina, con notevoli riconoscimenti internazionali.

Oppure l’artista Gidon Graetz di Fiesole, che con le sue sculture lucenti ha dato vita all’arricchimento urbano del suo comune.

Insomma sarebbe stato interessante comunque aprire u confronto, attivare un processo di dibattito, stimolare gli artisti a creare qualcosa, essere motore per rinnovare e premiare la voglia di fare arte, non cedere un pezzo di rotonda per vetrina di un imprenditore privato.

Atchugarry non mi rappresenta e non rappresenta Bagno a Ripoli. La sua opera non è stata pensata e prodotta per rappresentare il territorio.

Dalle sue parole: “Una rotonda in mezzo al traffico le sembra un luogo idoneo per la sua opera?
Certo, è un’opera che si vede a 360 gradi, non ha un davanti o un dietro. Per questo non c’è un posto migliore di una rotonda. “

Come dire: una faccia da culo.

Dall’articolo su QuiAntella: “Il nome – Fino a pochi giorni fa la scultura non aveva un nome. Ma durante un sopralluogo alla rotonda fatto da Pablo Atchugarry, un vigile ha spiegato all’artista che la collina sullo sfondo si chiama, appunto, l’Incontro. E l’artista ha deciso di trasferire il nome anche alla sua opera.”

Forse quel vigile doveva spiegare all’artista che in quell’incrocio, più che un incontro si è avverato sempre un sacco di scontri per il traffico, segnando anche parecchi cittadini morti (anche un mio lontano zio) a causa di svincoli mal progettati e che gli stessi cittadini hanno dovuto aspettare decenni per vedere l’amministrazione risolvere con una rotonda.

Le acciughe di Atchugarry quindi le doveva chiamare lo “scontro”, che ha veder l’opera sarebbe risultato più idoneo al suo reale messaggio visivo.

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Una risposta a Le acciughe di Atchugarry.

  1. Quirina Cantini ha detto:

    Ottima riflessione, Andrea. Purtroppo questa comunita’ (se cosi benevolmente la si vuol chiamare) non sembra soffrire della assenza di partecipazione alle iniziative pubbliche. Tutto e’ delegato a chi ne detiene l’amministrazione legale. Sono pochi quelli che sentono il bisogno di dire la loro e pretendere di essere ascoltati. La condivisione delle decisioni che riguardano gli interessi comuni gioverebbe a tutti e darebbe risultati superiori. E cosi’ sparirebbero i finti mecenati e le rotonde si riempirebbero di arte locale !

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