Parlamentari PD fanno propaganda referendaria con i soldi nostri!!

Propaganda referendaria con i soldi nostri!!
I Senatori e Deputati PD hanno iniziato, obtorto collo, tutti insieme, la propaganda per il referendum occupando gli spazi sugli autobus dell’Ataf di Firenze, ma immagino in tutte le città italiane.IMG_7893.jpg
 
Il primo punto discutibile è lo spendere i soldi pubblici per propagandare il referendum, non i soldi del partito, ma i soldi dei gruppi parlamentari che sono soldi da spendere per le funzioni parlamentari.
Diranno che anche quella è attività parlamentare, ma io la trovo discutibile, se i gruppi avevano lavorato bene, se erano d’accordo avrebbero ottenuto i 2/3 nel voto parlamentare e avrebbero cambiato la Costituzione senza il nostro voto; ma non ci sono riusciti, ed è obbligatorio il referendum popolare, grazie a Dio.
Adesso che si attivino a livello di partito e di fondi che la base del partito gli mette a disposizione. Ma la base dei partiti, i cittadini che sostengono il PD i soldi non glieli danno più!!
 
Chiederò ai nostri palrmanteri di chiedere in parlamento a quanto ammontano tali spese dei gruppi PD e così le potremo paragonare con le somme che il gruppo M5S in parlamento accantona per le imprese decurtandosi lo stipendio e versandolo nel fondo microcredito, cosa che i parlamentari PD NON HANNO MAI voluto fare.
 
Secondo punto: equità di spazi di propaganda.
Spero che partano i controlli perchè dal 27 settembre 2016, data di indizione del referendum deve essere garantito l’equilibrio nella disponibilità degli spazi a tutti i soggetti.
Come si evince dal regolamento referendario:
“i):Parità d’accesso ai mezzi d’informazione durante la campagna referendaria.
Dalla data di indizione del referendum, per tutto l’arco della
relativa campagna elettorale , si applicano le disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28 in materia di parità di accesso ai mezzi d’informazione e di comunicazione politica.
Si fa riserva di comunicare gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’emanando provvedimento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e della delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, quest’ultima già consultabile online sul sito http://www.agcom.it.”.
 
Mentre ero fermo dietro l’autobus e facevo la fotografia (11 ottobre u.s.), altri scooteristi hanno inveito contro la pubblicità, direi che il popolo non è più pecorone e ho ottime speranze.
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