Vince il NO, ma non abbiamo vinto.

Un sentito incommisurabile e appassionato grazie, a tutti che hanno dato il loro impegno in questa campagna referendaria.

Tutti gli attivisti, sia del Movimento 5 Stelle che del Comitato del No, che di tutto l’arco politico, contribuendo tutti alla dimostrazione della grande partecipazione democratica al voto.
 
Ringrazio chi si è fatto i banchini al freddo, a rotazione, a ritmo sfrenato, chi ha distribuito volantini, chi ha organizzato e coordinato le varie fasi, chi ha inviato mail, partecipato a dibattiti, contribuito con diffusione di principi, che lo abbia fatto 24 ore al giorno od anche se solo 5 minuti, ma con il 100% del cuore e della testa.
 
Abbiamo difeso la Costituzione.
Abbiamo detto NO forte e chiaro a chi voleva stravolgere le fondamenta di questa Repubblica.
Abbiamo fermato chi voleva riformare il paese riducendo i diritti del popolo e favorendo i poteri forti, storpiando i valori di mutualità della Costituzione contro il neoliberismo rampante degli ultimi decenni.
 
Ma non abbiamo vinto.
C’è da lottare molto ancora. Per vincere dobbiamo davvero far tornare il popolo sovrano e sappiamo che sovrano non lo è stato nel recente passato, ne oggi e nemmeno domani senza Renzi Presidente.
 
Abbiamo migliaia di portavoce nei vari comuni italiani e nelle regioni, abbiamo molti sindaci, che son espressione diretta dei cittadini, grazie al M5S, ma ancora oggi è difficile attuare l’applicazione della Costituzione, perché nel corso degli anni, negli ultimi 30-40 anni, la nostra classe politica ha svenduto il paese alle multinazionali, alle lobbies, cambiando le regole, approvando leggi ingiuste, privatizzando diritti e servizi. Ha allontanato l’esercizio del potere amministrativo, sia nazionale che locale, dal cittadino.
 
Basta pensare alla gestione dell’acqua, dove il popolo ha espresso chiaramente per mezzo di un referendum, con quale sistema dev’essere gestita l’acqua e come invece è difficile attuare tale volere popolare. 
Sono state create scatole su scatole cinesi, entro cui le gestioni, le autorità, le norme, gli appalti in outsourcing, si arrovellano e la sovranità popolare si è perduta nei miasmi di una burocrazia malata , incancrenita, clientelare.
 
In ogni ambito della cosa pubblica è così e quindi questa vittoria del referendum sulla costituzione è solo una prima battaglia di resistenza.
 
Renzi non si è dimesso per andarsene.
Renzi non ha perso.
Renzi ha ancora un forte potere e lo ha dimostrato con quel 40% di voti netti, venuti da una campagna che solo lui ha portato avanti, in prima persona e in prima persona gestirà il dopo.
 
Se guardo con calma le posizioni durante il voto e le dimissioni di Renzi, mi convinco ancora di più che ci dobbiamo preoccupare proprio adesso, di come proseguire.
Le dimissioni col sorrisetto, con le frasi di sfida, con in testa un piano ben preciso per utilizzare la sconfitta elettorale contro le varie forze interne contrarie e rafforzare la sua leadership.
 

I poteri forti, che con il morto ancora caldo della riforma costituzionale, la pistola fumante del esito referendario, fanno trapelare per bocca della Casa Bianca, che il voto di ieri è stato solo un capitolo, non la sua fine. 

Mandano il loro messaggio che nonostante il risultato del referendum e del plebiscito popolare per il NO, non si potranno fermare il processo di riforma perché secondo gli usa e il blocco di lobbies che loro rappresentano, pensano che gli italiani “devono adottare” delle riforme “per portare il Paese lungo una strada verso una governance più efficace e stabile, verso una crescita economica sostenuta e verso investimenti stranieri in aumento”.

Abbiamo bisogno di tornare a fare politica in casa nostra, non farsi comandare dagli altri. Dobbiamo ridare forza al nostro paese ripartendo dalla Costituzione appena rinvigorita.

Andremo a votare presto, ma purtroppo le votazioni politiche non sono referendum e i cittadini oggi giorno sono abituati e manipolati a votare l’uomo forte, piuttosto che le idee e il metodo corretto.

Non ci sono molti uomini forti, molti leader e Renzi si ripresenterà più forte di prima.

Restiamo vigili e scaldiamo i muscoli per la prossima corsa.

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