La sfida etica della globalizzazione.

Dobbiamo affrontare la sfida etica della globalizzazione.
Non si può fare nulla per fermare la globalizzazione e ancora meno per invertirne il corso.
Si può essere favorevoli e contrari rispetto alla nuova interdipendenza planetaria ma senza cambiarne le sorti.
Ma acconsentire o opporsi alla forma squilibrata che la globalizzazione della condizione umana ha assunto fino a qui è qualcosa che farà la differenza.
Disinnescare le azioni condizionate che derivano dall’interdipendenza globale, dalla mixofobia, dal risentimento, può portare a costruire una nuova società realmente empatica che abbatte i muri in una reale globalizzazione di valori positivi.
Un battito di ali di farfalla in India può far venire giù una valanga sulle Alpi.

Un post su internet o un piccolo gesto di un individuo in un piccolo paese dell’Africa può far scaturire una tragedia in America.
Un fabbricante che sfrutta dei bambini nelle sue fabbriche asiatiche, crea le condizioni per far chiudere le fabbriche occidentali, e un individuo che acquista un capo in un negozio ne è attore dello sfruttamento.

La farfalla non era consapevole, ed è stato così dall’inizio del mondo.

Un individuo oggi è interconnesso e consapevole e non può più far finta di non esserlo.
Questa è la grande sfida etica.

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