Consip: Marroni, nel suo curriculum già nel 2010, fu coinvolto in indagini per truffa alla ASL di Firenze.

Oggi Marroni accusa Russo del tentativo di pilotare la gara Consip a favore di Tiziano Renzi.

Afferma di aver creato il “muro di gomma”, ma quello che mi chiedo è se non fosse stato in realtà una spugna!

Già nel 2010 conoscevamo Luigi Marroni, allora amministratore della ASL Firenze, dove già da tempo gli sprechi e i grandi giochi immobiliari erano in corso, con notevoli proteste di tanti cittadini, chiusure di presidi locali, appalti al terzo settore, costruzione di ospedale in project financing, etcetc.

Ma nessuno si ricorda di quando Marroni invece di attuare un “muro di gomma”, diventò spugna, quale amministratore delegato nella ASL di Firenze. Nel 2010 un indagine ed un procuratore aveva ben chiaro come fosse impossibile che un tale ruolo dirigenziale potesse essere svolto senza che non fosse a conoscenza di tutte le orchestrazioni svolte per pilotare e corrompere i funzionari pubblici.

Vorrei ricordare le accuse:

Il “pm Mione contestava all’ex direttore del Dipartimento risorse tecniche della Asl Fabio Tittarelli e all’ex direttore amministrativo David Vannozzi, in relazione a questi due acquisti, i reati di falso in atto pubblico, truffa tentata e consumata e abuso d’ufficio. [..] La Asl non pubblicò alcun avviso e non fece eseguire alcuna valutazione comparativa fra i diversi immobili individuati né commissionò una perizia indipendente sulla congruità del prezzo. Per il villino di via Garbasso non risulta essere stata neppure chiesta una variante urbanistica per poter adibire l’edificio a casa famiglia. I malati di mente ci vivono ma all’atto dell’acquisto non furono previsti né un impianto antincendio né il piano di evacuazione. [..] Secondo la procura, Marroni fu indotto in errore dai suoi dirigenti Tittarelli e Vannozzi, che gli avevano assicurato la immediata utilizzabilità dei due edifici per ospitarvi la libera professione intramuraria dei medici, mentre uno dei due immobili non era stato neppure costruito. Gli inquirenti si domandano, peraltro, come sia possibile che una persona che ricopre un incarico di tale responsabilità si sia fatta così clamorosamente ingannare.

Detto tutto questo Enrico Rossi, presidente della regione toscana, riconfermato al suo secondo mandato nonostante fosse venuto fuori lo scandalo del buco di bilancio di 420 milioni di euro nell’ASL di Massa, premiò Marroni con l’assessorato regionale.

Si premiano sempre i migliori, cioè quelli che garantiscono i risultati. Certo, dipende da che parte si guardano i risultati.

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