Jp Morgan va bandita dal tavolo delle trattative MPS.

Renzi ha perso il referendum ed ha perso il suo progetto di eliminare una Costituzione antifascista e scomoda ai potenti. Il popolo ha respinto al mittente i desiderata dei neoliberisti.

Nonostante questo, siamo da giorni in scacco dallo stesso sconfitto, che non vuol lasciare la poltrona di comando e non porta rispetto ne alle istituzioni, ne al volere popolare del referendum.

Come puntuale la minaccia del mercato, che non è altro che un braccio armato del capitale, ha iniziato ad agire, infatti oggi i lobbisti hanno fatto pigiare i bottoni ai loro servi in BCE e la BCE ha bocciato MPS, con relativo crollo.

Ora Padoan &co hanno fatto un vertice a Roma per discutere del da farsi, ma al tavolo c’erano proprio loro, i mandanti del capitale, JpMorgan.

Ma è mai possibile che un soggetto come JPMorgan sia ritenuto un advisor credibile? Dopo il patteggiamento in cui ammise le sue colpe per aver trascinato tutto il mondo nella crisi del 2008 dei subprime, che ha messo in ginocchio tutto il mondo occidentale senza pagarne le conseguenze, è mai possibile che gli si permetta ancora di sedersi ai tavoli istituzionali?

 

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Decadenza e psichiatria politica — diario di Peppe Carpentieri

Non da oggi, a mio modesto parare, racconto la decadenza della nostra società, sembra che tutto sia alla rovescia: arroganti, incapaci e ignoranti ricoprono ruoli istituzionali mentre i popoli sono divisi fra apatici, nichilisti e cittadini costretti a subire la decadenza stessa della società capitalista. Lo spettacolo dei cialtroni e degli arroganti dispotici è rappresentato […]

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Vince il NO, ma non abbiamo vinto.

Un sentito incommisurabile e appassionato grazie, a tutti che hanno dato il loro impegno in questa campagna referendaria.

Tutti gli attivisti, sia del Movimento 5 Stelle che del Comitato del No, che di tutto l’arco politico, contribuendo tutti alla dimostrazione della grande partecipazione democratica al voto.
 
Ringrazio chi si è fatto i banchini al freddo, a rotazione, a ritmo sfrenato, chi ha distribuito volantini, chi ha organizzato e coordinato le varie fasi, chi ha inviato mail, partecipato a dibattiti, contribuito con diffusione di principi, che lo abbia fatto 24 ore al giorno od anche se solo 5 minuti, ma con il 100% del cuore e della testa.
 
Abbiamo difeso la Costituzione.
Abbiamo detto NO forte e chiaro a chi voleva stravolgere le fondamenta di questa Repubblica.
Abbiamo fermato chi voleva riformare il paese riducendo i diritti del popolo e favorendo i poteri forti, storpiando i valori di mutualità della Costituzione contro il neoliberismo rampante degli ultimi decenni.
 
Ma non abbiamo vinto.
C’è da lottare molto ancora. Per vincere dobbiamo davvero far tornare il popolo sovrano e sappiamo che sovrano non lo è stato nel recente passato, ne oggi e nemmeno domani senza Renzi Presidente.
 
Abbiamo migliaia di portavoce nei vari comuni italiani e nelle regioni, abbiamo molti sindaci, che son espressione diretta dei cittadini, grazie al M5S, ma ancora oggi è difficile attuare l’applicazione della Costituzione, perché nel corso degli anni, negli ultimi 30-40 anni, la nostra classe politica ha svenduto il paese alle multinazionali, alle lobbies, cambiando le regole, approvando leggi ingiuste, privatizzando diritti e servizi. Ha allontanato l’esercizio del potere amministrativo, sia nazionale che locale, dal cittadino.
 
Basta pensare alla gestione dell’acqua, dove il popolo ha espresso chiaramente per mezzo di un referendum, con quale sistema dev’essere gestita l’acqua e come invece è difficile attuare tale volere popolare. 
Sono state create scatole su scatole cinesi, entro cui le gestioni, le autorità, le norme, gli appalti in outsourcing, si arrovellano e la sovranità popolare si è perduta nei miasmi di una burocrazia malata , incancrenita, clientelare.
 
In ogni ambito della cosa pubblica è così e quindi questa vittoria del referendum sulla costituzione è solo una prima battaglia di resistenza.
 
Renzi non si è dimesso per andarsene.
Renzi non ha perso.
Renzi ha ancora un forte potere e lo ha dimostrato con quel 40% di voti netti, venuti da una campagna che solo lui ha portato avanti, in prima persona e in prima persona gestirà il dopo.
 
Se guardo con calma le posizioni durante il voto e le dimissioni di Renzi, mi convinco ancora di più che ci dobbiamo preoccupare proprio adesso, di come proseguire.
Le dimissioni col sorrisetto, con le frasi di sfida, con in testa un piano ben preciso per utilizzare la sconfitta elettorale contro le varie forze interne contrarie e rafforzare la sua leadership.
 

I poteri forti, che con il morto ancora caldo della riforma costituzionale, la pistola fumante del esito referendario, fanno trapelare per bocca della Casa Bianca, che il voto di ieri è stato solo un capitolo, non la sua fine. 

Mandano il loro messaggio che nonostante il risultato del referendum e del plebiscito popolare per il NO, non si potranno fermare il processo di riforma perché secondo gli usa e il blocco di lobbies che loro rappresentano, pensano che gli italiani “devono adottare” delle riforme “per portare il Paese lungo una strada verso una governance più efficace e stabile, verso una crescita economica sostenuta e verso investimenti stranieri in aumento”.

Abbiamo bisogno di tornare a fare politica in casa nostra, non farsi comandare dagli altri. Dobbiamo ridare forza al nostro paese ripartendo dalla Costituzione appena rinvigorita.

Andremo a votare presto, ma purtroppo le votazioni politiche non sono referendum e i cittadini oggi giorno sono abituati e manipolati a votare l’uomo forte, piuttosto che le idee e il metodo corretto.

Non ci sono molti uomini forti, molti leader e Renzi si ripresenterà più forte di prima.

Restiamo vigili e scaldiamo i muscoli per la prossima corsa.

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50 anni dopo l’alluvione di Firenze celebrati alluvionando le macchine del Genio Civile.

I Consorzi di Bonificacurano la manutenzione di tutti i corsi d’acqua della regione, mantengono in sicurezza le zone sotto il livello del mare o a rischio allagamento, trasformano l’acqua da pericolo a risorsa con le reti collettive di irrigazione per l’agricoltura, formando un modello unico in Italia.”

Proprio così i tanti piccoli consorzi oramai raggruppati in pochi grandi consorzi , hanno un così alto e delicato compito.

Forse affermerei tranquillamente che sono solo un altro grande carrozzone che si sostituisce al pachiderma della regione toscana , che nonostante le sue migliaia di dipendenti e miliardi di spesa, non riesce a garantire il servizio di messa in sicurezza dei fiumi.

Ma veniamo ai fatti:

Oggi il fiume Arno si è ingrossato ed in poche ore è uscito dal suo alveo ad Arezzo, a S.Giovanni Valdarno ad Incisa, abbattuto un ponte e …. alluvionato tre o quattro mezzi di cantiere, che erano parcheggiati tranquilli e beati sulla spiaggia del fiume a Firenze.

A Firenze, sì proprio in centro, vicino al ponte delle Grazie, vicino a Ponte Vecchio vicino a Lungarno Torrigiani.

Ora, erano tre giorni che c’era l’allerta meteo, come proprio lo stesso Consorzio, di concerto con tutti gli altri enti, aveva annunciato.

Tre grandi ruspe dal peso di diverse tonnellate e molto grandi alcuni cointainer e auto, che se venissero trascinate dalle acque impetuose del fiume potrebbero facilmente abbattere uno dei ponti storici di Firenze.

Ma cosa ci facevano tre grandi ruspe parcheggiate sulla riva del fiume con l’allerta meteo?

Ad ora, i vigili del fuoco hanno messo in conto ore di lavoro e rischio personale per salvare le ruspe, dei container e auto, e sopratutto mettere in sicurezza la città dal Consorzio di bonifica.

Ad ora, i vigili del fuoco hanno messo in conto ore di lavoro e rischio personale per salvare le ruspe, dei container e auto, e sopratutto mettere in sicurezza la città da chi doveva garantirne la sicurezza.
E cosa fa il sindaco Nardella? Va in TV al tg regionale a mistificare e mentire.
Chi sta coprendo?
Mica il sindaco stesso e i dirigenti dei vari enti che erano tutti precettati a fare promozione del 50ntenario?
Voglio proprio vedere se domani andrà in consiglio comunale a rispondere all’interrogazione che il Movimento 5 Stelle ha depositato.
08/11/16: Precisazione:
Dopo segnalazione ricevuta a correzione, preciso che le macchine sono del Genio Civile e non del Consorzio di Bonifica come inizialmente erroneamente rilevato.http://www.cbmv.it/comunicazione/news/408-maltempo-domenica-di-lavoro-per-il-consorzio-di-bonifica-3-medio-valdarno
Resta fermo il valore di constatazione di improvvisazione di chi gestisce la cosa pubblica, che sia il Sindaco, l’ente del Genio Civile o il Consorzio di Bonifica o la Regione Toscana o l’autorità di Bacino o altre due o tre strutture individuabili. Vi sono sovrapposizioni di ruoli e nonostante questo si hanno delle mancanze grossolane.

 

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Parlamentari PD fanno propaganda referendaria con i soldi nostri!!

Propaganda referendaria con i soldi nostri!!
I Senatori e Deputati PD hanno iniziato, obtorto collo, tutti insieme, la propaganda per il referendum occupando gli spazi sugli autobus dell’Ataf di Firenze, ma immagino in tutte le città italiane.IMG_7893.jpg
 
Il primo punto discutibile è lo spendere i soldi pubblici per propagandare il referendum, non i soldi del partito, ma i soldi dei gruppi parlamentari che sono soldi da spendere per le funzioni parlamentari.
Diranno che anche quella è attività parlamentare, ma io la trovo discutibile, se i gruppi avevano lavorato bene, se erano d’accordo avrebbero ottenuto i 2/3 nel voto parlamentare e avrebbero cambiato la Costituzione senza il nostro voto; ma non ci sono riusciti, ed è obbligatorio il referendum popolare, grazie a Dio.
Adesso che si attivino a livello di partito e di fondi che la base del partito gli mette a disposizione. Ma la base dei partiti, i cittadini che sostengono il PD i soldi non glieli danno più!!
 
Chiederò ai nostri palrmanteri di chiedere in parlamento a quanto ammontano tali spese dei gruppi PD e così le potremo paragonare con le somme che il gruppo M5S in parlamento accantona per le imprese decurtandosi lo stipendio e versandolo nel fondo microcredito, cosa che i parlamentari PD NON HANNO MAI voluto fare.
 
Secondo punto: equità di spazi di propaganda.
Spero che partano i controlli perchè dal 27 settembre 2016, data di indizione del referendum deve essere garantito l’equilibrio nella disponibilità degli spazi a tutti i soggetti.
Come si evince dal regolamento referendario:
“i):Parità d’accesso ai mezzi d’informazione durante la campagna referendaria.
Dalla data di indizione del referendum, per tutto l’arco della
relativa campagna elettorale , si applicano le disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28 in materia di parità di accesso ai mezzi d’informazione e di comunicazione politica.
Si fa riserva di comunicare gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’emanando provvedimento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e della delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, quest’ultima già consultabile online sul sito http://www.agcom.it.”.
 
Mentre ero fermo dietro l’autobus e facevo la fotografia (11 ottobre u.s.), altri scooteristi hanno inveito contro la pubblicità, direi che il popolo non è più pecorone e ho ottime speranze.
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